Dove c’è la tua rosa, c’è la tua casa

Viaggio intorno al tè, nella figura di Sabrina di Garlands of Hearts ci porta a scoprire le rose dell’Australia.

Home is where the heart is

ovvero: “dove c’è il tuo cuore c’è la tua casa“, recita un vecchio adagio pieno di verità che mi è venuto in mente riflettendo sul percorso che stiamo facendo negli ultimi tempi in questo mio piccolo spazio dedicato alle rose.

Come vedete dal titolo, l’ho un po’ modificato per adeguarlo al mio racconto. Le storie di rose che ci hanno portati alle Bermuda e in Nuova Zelanda hanno un filo comune che riprendiamo oggi in questa tappa del viaggio: l’Australia. Se in quelle terre lontane ci sono rose è anche perché gli immigrati che vi si trasferirono nel corso della storia le portarono con sé per ricordare la casa che non avrebbero mai più rivisto. La rosa o le rose che avevano segnato le tappe della loro vita fino alla partenza e che li legavano profondamente alla loro terra natale e alle loro radici avrebbero continuato a fiorire nel nuovo giardino, smorzando la nostalgia e facendoli sentire ancora avvolti da quella serena atmosfera che si respira nella propria casa, in quello spazio del cuore che ci fa sentire al sicuro. Mi piace pensare alla cura con la quale, prima di partire, i coloni avranno imballato la loro rosa, i semi, le talee per mantenerli vivi durante il lungo viaggio, alla scelta meticolosa del nuovo spazio in cui metterli a dimora e alle attenzioni constanti per assicurare l’attecchimento. E poi, che gioia il primo fiore! Tra i suoi petali vellutati, finalmente, il profumo di casa!

‘Rosette Delizy’, rosa tè di Paul Nabonnand (1931)
una delle rose antiche più diffuse in Australia

Non bisogna, poi, dimenticare che anche gli orti botanici ebbero un importante ruolo nella diffusione delle rose importate dall’Europa, dall’India e dell’America del Nord. Furono avviati negli anni ’20 del 1800 per la propagazione di piante ad uso alimentare e medicinale. Con il progressivo aumento del benessere legato al successo di attività agricole quali la pastorizia e alla scoperta dei giacimenti d’oro nella regione di Victoria nel 1851, gli orti botanici iniziarono a rifornire anche di rose i numerosi vivai che rispondevano alla crescente richiesta di piante ornamentali da parte della popolazione più abbiente.

The Cedars
dimora coloniale del South Australia che ospita una collezione di rose

E’ quindi nei vecchi giardini e nei cimiteri più antichi che, ancora oggi, si può riscrivere la storia affascinante di queste rose arrivate in Australia a bordo dei velieri e poi dei transatlantici. Come nel caso della Nuova Zelanda, in Australia non ci sono specie di rose spontanee: il genere Rosa è nativo dell’Emisfero Boreale, tuttavia il clima costiero è molto favorevole alla coltivazione di questo affascinante fiore e in particolare alle rose di origine cinese che amano il caldo e sopportano bene la siccità, come stanno dimostrando in questa torrida estate le varietà in coltivazione nel www.rosetodimurta.it di cui, come forse saprete, mi occupo con un gruppo di volontari. Tra le rose antiche più amate e diffuse troviamo molte varietà di Rose tè, ne abbiamo parlato, ricordate? Potremmo dire che l’Australia, come le isole Bermuda, è un vero e proprio luogo di conservazione di questo patrimonio botanico. Qui gli appassionati d’Europa spesso cercano per ritrovare varietà non più in coltivazione nel vecchio continente.

Alister Clark

Oltre ai numerosi giardini di conservazione, l’Australia ha contribuito allo sviluppo del genere Rosa attraverso il lavoro di famosi ibridatori. Il più noto è sicuramente Alister Clark (1864-1949) che ha voluto creare rose adatte al clima australiano che potessero essere sempre in fiore. Tra le madri da lui scelte la R. Gigantea originaria della zona Himalayana e della Birmania. Tra le sue creazioni che più ricordano questa discendenza sicuramente vale la pena citare ‘Squatters’ dream‘ introdotta sul mercato nel 1923.

‘Squatters’ dream’, Clark 1923

Delle oltre 120 varietà prodotte da Clark nel corso della sua attività, molte sembrano perdute. Negli anni ’90 due appassionati cercarono di ricostruire la collezione rivolgendosi alle famiglie delle signore a cui le rose erano state dedicate e riuscirono a individuarne 47, anche se la maggior parte sono ancora da ritrovare.

‘Cicely Lascelles’ Clark 1932
‘Farlie Rede’ Clark 1937
Victoria State Rose Garden

Gli Australiani sono grandi appassionati di giardinaggio. Lungo le zone costiere, si possono visitare meravigliosi parchi e giardini che non hanno nulla da invidiare a quelli britannici. La cultura del verde è nel loro DNA ed esistono numerose associazioni che si dedicano a questa passione che da noi è ancora un po’ di nicchia. La Rose Society australiana è una delle associazione dedicate alle rose più attive al mondo e il prossimo ottobre ospiterà la convention mondiale dedicata a questo fiore che mi appassiona così tanto. Il giardino spesso, come accade in tutto il mondo anglosassone, diventa un ottimo setting per ospitare un tea party e ad ogni riunione delle varie associazioni di appassionati la nostra bevanda preferita non manca mai. Come dire, se c’è un giardino o una rosa non può non esserci il tè. Se anche voi avete voglia di ricevere qualche amico e volete preparare qualcosa di buono e fresco, vi propongo una ricetta ottima per questa stagione: la torta di frutta fresca. Me la presta Enrica Ottonello, co-autrice del libro L’ora del tè in Liguria, Sagep Edizoni.

Buon tè!

Torta di frutta fresca

Torta di frutta fresca di Enrica Ottonello

Pan di Spagna
4 uova
110 gr di zucchero
100 gr di farina 00
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio

Crema Pasticcera:
3 tuorli
60 gr di zucchero
30 gr di farina
350 ml di latte

Per decorare:
frutta di stagione a volontà

Procedimento:
montare le uova (a temperatura ambiente) e lo zucchero, aggiungere l’olio di semi e l’acqua fiori d’arancio. Quando l’impasto risulta spumoso inserire la farina setacciata usando una frusta a mano e facendo movimenti lenti dal basso verso l’alto stando attenti a non smontarlo.
Mettere l’impasto in un tegame rotondo, meglio se dentellato con il fondo scavato. Cuocere in forno statico a 170/175 gradi per circa 10/12 minuti.

Preparare la crema pasticcera mettendo in un pentolino i tuorli, lo zucchero, la farina e il latte tiepido girando sempre con una frusta facendo attenzione a non formare grumi. togliere dal fuoco quando la crema diventa densa. Farla raffreddare.

Girare sotto sopra il pan di spagna in modo da riempire l’incavo di crema pasticcera. Decorare con frutta fresca a pezzi e/o intera a piacere.

Per rendere più leggera la torta si può sostituire la crema pasticcera semplicemente bagnando il pan di spagna con sciroppo di rose e mettervi sopra direttamente la frutta e servire, magari, con un po’ di panna montata da parte.

Sabrina
30 luglio 2022
#loradeltèedellerose #rosetodimurta #iltèunisce

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FB: Garlands of Hearts
Blog: Garlands of Hearts
Blog: Roseto di Murta

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