Come infondere il tè giapponese senza fondersi i neuroni

Non avete idea di quante volte abbia visto persone totalmente nel panico davanti ad un bollitore, una teiera ed un tè verde giapponese. Anche tra veterani ed esperti del settore o, più semplicemente, tra incalliti tea-lovers, le foglie smeraldo del Sol Levante sortiscono spesso un effetto simil-terroristico. Ormai, non conto più le volte che mi sono sentito domandare indicazioni circa la temperatura, la strumentazione, le tempistiche, ecc.

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Ogni giorno è un buon giorno: l’unica regola è essere sé stessi.

Ecco un’altra recensione da parte di Omar. Questa volta si tratta di un libro che parla del tè e della cerimonia giapponese Cha No Yu.
Buon #ViaggioIntornoAlTè #UnTèAlSolLevante #Tèmozioniamoci

Vagamentè

Dunque, ricapitolando: un libro scritto da un’autrice giapponese, che parla del , con un titolo che è anche una citazione, dalla copertina accattivante e così letto in patria da avere ottenuto l’onore della ristampa e numerosi apprezzamenti. Potevo non prenderlo e leggerlo tutto d’un fiato?

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“Morte di un maestro del tè” (Yasushi Inoue)

Il “giallo” del tè giapponese

“Il maestro Rikyū era un uomo davvero unico e straordinario. Nessun chajin al mondo potrà mai competere con lui, nessuno potrà mai oscurare la sua grandezza. Egli seguiva la sua strada in completa solitudine. Officiava il rito del Tè da solo. È stato lui a fare del cha no yu una vera e proprio forma d’arte e non più un semplice passatempo. Ma infine non ne ha fatto un luogo zen, bensì un luogo dove compiere seppuku.”

(Morte di un maestro del Tè, Yasushi Inoue, 1981)

Non faccio mai “di tutta l’erba un fascio” ma posso affermare con buona certezza che la maggioranza dei tea-lovers che ho Continua a leggere ““Morte di un maestro del tè” (Yasushi Inoue)”

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