Viaggio intorno al tè ti porta a scoprire le piantagioni in Malaysia, la loro bevanda tipica il Teh Tarik, Sandokan e il mistero di Jim Thompson
Il viaggio alla scoperta delle piantagioni di tè continua e questa volta in Malaysia a scoprire le piantagioni di tè, la loro bevanda tipica il Teh Tarik, Vasco de Gama, Sandokan e il mistero di Jim Thompson.
Dopo avervi parlato delle piantagioni di tè in Corea del Sud, in Africa, in India, nello Sri Lanka (Ceylon), in Georgia, in Turchia, in Brasile, in Giappone, in Vietnam eccoci giunti in Malesia.
La Malaysia
La Malaysia o Malisia o Malesia come viene chiamato comunemente questo Paese.
La Malesia è uno stato federale nel sud-est asiatico e che è quasi completamente affacciato sul mar cinese meridionale. Il Paese è composto da una parte continentale dove si trova la capitale Kuala Lumpur e di una parte insulare che si trova nella regione settentrionale del Borneo che è composta da oltre 900 isole.
La Malaysia nella parte continentale confina a nord con la Thailandia mentre a sud confina con la città-Stato di Singapore che è collegata, tramite un ponte, con la Malaysia. Il Paese è famoso per le sue spiagge e per l’unione delle diverse culture malese, cinese, indiana e europea. Kuala Lumpur è ricca di edifici coloniali e alti grattacieli come le famose Torri Petronas.
Stati della Malaysia
Tra gli stati abbiamo:
- La Malacca è uno degli Stati della Malaysia e la città prende il nome da esso. Nel 1511 i portoghesi invasero il territorio per espandere i propri interessi commerciali nella regione. La città di Malacca è quindi ricca di storia e di patrimonio culturale secolare.
- Un altro stato è quello di Pahang e all’interno abbiamo l’aria collinare delle Cameron Highlands. E’ una zona che regala paesaggi bellissimi grazie alla natura. Qui si possono trovare piantagioni di tè, di fragole, giardini di rose e di lavanda.
Il portoghese Vasco de Gama e la rotta marittima verso l’India
Per arrivare a parlare di quando i portoghesi arrivarono in Malaysia bisogna fare un salto indietro per capire come si è giunti fino a qua.
Una volta i traffici commerciali, dall’Europa verso l’India, avvenivano una parte via mare, una parte via terra e di nuovo via mare. In pratica le navi partivano dai porti mediterranei raggiungevano Alessandria d’Egitto, qui le merci raggiungevano via terra la località di Suez, sul Mar Rosso e da qui raggiungevano via mare le coste indiane. Ricordo che il canale di Suez venne realizzato solo nell’ottocento e questo permise di ridurre notevolmente i tempi di viaggio.
Nel 1488 Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza e navigò solo nei mari del Sud Africa. I reali portoghesi, per non dipendere più dai turchi, dagli arabi e dai veneziani, diedero il compito a Vasco De Gama di scoprire la rotta marittima per raggiungere l’India. Vasco De Gama iniziò il suo viaggio l’8 luglio 1497 e, a differenza del suo predecessore, proseguì il suo viaggio e raggiunse il porto di Calicut in India il 20 maggio 1498. L’esploratore portoghese Vasco da Gama fu il primo europeo a raggiungere l’India passando dall’Oceano Atlantico. Vasco De Gama aveva scoperto la rotta marittima verso l’Oriente.
I commercianti arabi detenevano il monopolio delle spezie attraverso percorsi via terra e Vasco de Gama riuscì a ottenere la concessione dal governatore locale. Vasco De Gama ripartì lasciando sul posto alcuni portoghesi con l’ordine di stabilire un porto commerciale. Da quel momento la Corona del Portogallo inviò circa una volta all’anno le sue flotte in India.
Nel 1510 l’ammiraglio Afonso de Albuquerque riuscì a far insediare i portoghesi a Velha Goa. I portoghesi conquistarono molti territori tra cui Bombay ora Mumbai. Nel 1661 la città di Mumbai venne ceduta all’impero britannico come dote per il matrimonio tra l’Infanta Donna Caterina di Braganza, principessa di Beria, e il re Carlo II d’Inghilterra.
Nel luglio 1521arrivarono i primi europei nel Borneo. Erano i superstiti della spedizione di Magellano.
I portoghesi e la conquista della Malesia
La città portuale di Malacca è situata a ovest della penisola malesiana ed è stata fondata nel 1400. Veniva considerata come posizione perfetta dai cinesi per i loro commerci con l’India. Il porto era gestito da potenti mercanti arabi. Nel 1511 i portoghesi, per arginare la crescente ingerenza oceanica da parte dei spagnoli e per non perdere il controllo sulla rotta delle spezie, conquistarono anche Malacca grazie al governatore dell’India portoghese Alfonso de Albuquerque. I portoghesi arrivarono così ad estromettere gli arabi che erano attivi da secoli nell’oceano indiano.
Malacca rimase portoghese fino al 14 gennaio 1641 quando venne conquistata dagli olandesi i quali la cedettero agli inglesi nel 1795 in cambio di alcuni possedimenti sulla costa occidentale di Sumatra.
Emilio Salgari e Sandokan, la tigre della Malesia, tra fantasia e realtà
Chi è della mia generazione si ricorderà sicuramente dello sceneggiato televisivo Sandokan, del 1976, con l’attore indiano Kabir Bedi, Philippe Leroy, Carole André, Adolfo Celi e Andrea Giordana.
Sandokan è un personaggio immaginario, soprannominato la Tigre della Malesia o la Tigre di Mompracem, creato dallo scrittore Emilio Salgari (Verona 1862 – Torino 1911). E’ il protagonista di numero romanzi d’avventura del ciclo indo-malese che sono poi stati adattati in film, miniserie televisive e fumetti.
Come dicevo è un personaggio di fantasia ma il cui nome sembra che sia stato preso dalla città di Sandakan che si trova sulla costa nord-orientale del Borneo.
Vi è una studiosa tedesca, Bianca Maria Gerlich, che afferma che alcune avventure scritte da Salgari (Il Re del Mare, Alla conquista di un impero, la caduta di un impero, La rivincita di Yanez) hanno una base storica.
L’autrice riferisce che durante i suoi studi nel Borneo, di aver accertato attraverso fonti orali e ricerche genealogiche, l’esistenza di un comandante navale il cui nome era Sandokong.
Sandokong arricchitosi col commercio di nidi di rondine, il quale avrebbe in comune col personaggio salgariano la bandiera rossa con la testa di tigre (nota anche alla letteratura storica inglese), i luoghi, gli anni, i nemici. Sandokong era stato braccio destro del principe Syarif Osman, lui stesso deposto dal trono e diventato pirata per difendere il suo popolo dai colonizzatori inglesi. Osman, che possedeva lungo la costa settentrionale del Borneo il forte di Malludu (l’odierna Marudu, Sabah), fu sconfitto dall’ammiraglio inglese Thomas Cochrane nel 1845, anno in cui Labuan venne ceduta alla Gran Bretagna (come ricorda il poema Syair Rakis).
Bianca Maria Gerlich
Osman e Sandokong, secondo le testimonianze raccolte dalla studiosa tedesca, avrebbero combattuto per alcuni anni contro le truppe del “raja bianco”, il sovrano di Sarawak, che è lo storico avventuriero James Brooke.
L’autrice non spiega tuttavia come simili notizie – non riportate dalla stampa europea coeva – possano essere giunte a Emilio Salgari, e ipotizza che questi abbia ascoltato i racconti di qualche marinaio nel periodo vissuto a Venezia. Va però detto che in Inghilterra tali vicende erano riportate da diversi giornali, che contribuirono a rendere leggendaria la figura di James Brooke.
Penso che la studiosa tedesca abbia ragione in quanto la protagonista Lady Marianna era stata soprannominata, per la sua bellezza “la perla di Labuan”, Adolfo Celi interpretava James Brooke, signore di Sarawak.
Nel 1846 l’isola di Labuan fu ceduta dal sultano del Brunei all’impero Britannico e sotto il governo di Rajah James Brooke, signore di Sarawak, che sottrasse al sultanato molti dei suoi territori. La perdita è ricordata nel più importante poema malese moderno: Syair Rakis del Raja Pengiran Indera Mahkota o Shahbandar.
Nel 1867 Malacca e Singapore entrarono a far parte della colonia britannica degli Stabilimenti dello Stretto. Nel 1888 Sarawak e il Brunei divennero protettorati britannici. Nel 1891 furono fissati i confini ufficiali tra i protettorati inglesi e olandesi.
Nel 1950 i possedimenti olandesi del Borneo entrarono a far parte dell’Indonesia. nel 1963 i possedimenti inglesi di Sabah e Sarawak furono uniti alla Malaysia. Nel 1984 Il sultanato del Brunei ottenne l’indipendenza.



Le piantagioni di tè in Malesia, Cameron Highlands
Le Cameron Highlands sono situate nello stato di Pahang e si estendono per 712 chilometri quadrati e si trovano a 1500 metri s.l.m. Il clima è tropicale fresco con temperature comprese tra i 15 e 24 gradi durante tutto l’anno e questo fa si che la raccolta del tè avvenga sempre e non solo da marzo a ottobre come avviene in altri posti. Ovvero ogni tre o quattro settimane quando i nuovi germogli, “flush”, spuntano per essere di nuovo raccolti. Il territorio influisce sulla qualità del tè e Cameron Highlands grazie al suo clima, il terreno acido, le abbondanti precipitazioni e le ore di sole è il luogo perfetto per coltivare il tè. Anche il panorama regala bellissime sensazioni a chi va per visitarle.
La piantagione più importante è quella di BOH (Best of Highlands) che è stata fondata da J. A. Russel ed è tuttora a conduzione famigliare. Arrivò in Malesia, all’età di 7 anni, con i genitori e suoi quattro fratelli nel 1890. Iniziò la sua carriera nel commercio prima di coltivare il tè nelle Cameron Highlands. La sua morte fu improvvisa, nel 1933, e sua moglie Katheen prese in mano l’azienda.
Il mistero di Jim Thompson
La Malesia, oltre ad aver ispirato Emilio Salgari, ci ha lasciato un mistero: la scomparsa di Jim Thompson.
Jim Thompson si era laureato come architetto in Pennsylvania e lasciò la carriera per arruolarsi nel servizio segreto statunitense (OSS) che operava durante la seconda guerra mondiale. L’OSS è stato il precursore della CIA.
Jim Thompson, nell’agosto del 1945, fu alla guida di un gruppo di guerriglieri col compito di penetrare in Thailandia e di organizzare la resistenza contro l’occupazione giapponese. Durante il volo arrivò la notizia che la guerra era finita e la missione fu annullata ma lui giunse lo stesso a Bangkok e organizzò l’ufficio locale dei servizi segreti americani.


A Bangkok costruì una dimora formata da un complesso di sei case in teak di stile thai. Jim Thompson fece rifiorire l’industria della seta. A Pasqua del 1967 fece una trasferta in Malaysia, proprio nelle Cameron Highlands e dopo pranzo partì per fare una passeggiata e dal quel momento scomparve durante una trasferta in Malaysia. Vennero effettuate per undici giorni le ricerche ma nulla di lui fu ritrovato. Vi sono varie ipotesi che sia caduto in un burrone, che abbia preso un volo per il Vietnam, siamo durante il periodo della guerra, oppure che sia stato mangiato da una tigre. Direi che è un caso da “Cold case” o di “Chi la visto?”. Che ne dici?
La sua casa e il suo giardino, nel pieno centro commerciale di Bangkok, nel 1976 furono convertiti in museo. Al suo interno si trova anche un negozio dove è possibile acquistare la seta.
Teh Tarik
Il teh tarik è una bevanda composta da tè nero, zucchero e latte condensato.
Il suo nome deriva dal processo di versare ripetutamente la bevanda da un contenitore all’altro con le braccia tese durante la preparazione. Questo processo aiuta a far raffreddare leggermente la bevanda e a formare una schiuma.
Lo possiamo trovare nelle caffetterie, nei ristoranti e nelle bancarelle all’aperto.
Buon #viaggiontornoaltè
Barbara
08 ottobre 2023
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* immagini reperite nel web






Avendo visitato la Malesia, incluse le piantagioni delle Cameron Islands, ho letto con interesse questo bel post. Alcune cose non le sapevo, molto interessante!
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Che bello Lucia che sei stata in Malesia e che hai visitato le piantagioni di tè. Deve essere stata una bella esperienza
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Sì, un colpo d’occhio spettacolare, bellissimo. Spero che le condizioni dei lavoratori siano decenti. Ci parlavano di villaggi a loro riservati, con scuole per i figli dei coltivatori. Mi auguro sia tutto di livello adeguato.
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Lo spero tanto anch’io perché in certe piantagioni, soprattutto le multinazionali, le persone vengono sfruttate e, recentemente, ho letto che le donne venivano violentate.
Aggiungo che questa triste realtà l’abbiamo anche noi nell’ambito agricolo.
Sicuramente esistono piantagioni che rispettano le persone.
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Spero nel commercio equosolidale, chissà!
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Che articolo affascinante. Lo faccio leggere a mio figlio che è stato in Malesia (io no, purtroppo). Grazie Barbara
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Paola grazie a te per leggermi, commentare e condividerlo.
Fortunato lui che ci è stato
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Molto interessante.
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Mi fa piacere che sia piaciuto
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Ho in mente come simbolo della Malesia le iconiche torri gemelle di Kuala Lumpur, bello vedere questa terra da prospettive completamente diverse e affascinanti
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Sicuramente belle da vedere.
Grazie
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