La Russia ha cominciato a conoscere il dal XVII secolo. Prima bevevano lo sbiten, una bevanda d’origine Slava. Questa bevanda calda composta da miele o melassa con l’aggiunta di spezie e di erbe e, a volte, anche marmellata. E’ considerata una bevanda molto vitaminica con proprietà toniche e terapeutiche. Può contenere una base alcolica e può essere bevuta calda, come il nostro vin brulè, o fredda.

Sbiten
Sbiten

Sbitennik
Sbitennik

Lo sbiten veniva preparato con lo sbitennik, il precursore del Samovar, ed assomiglia a un bollitore munito di gambe.

Nel 1616 lo zar inviò due cosacchi alla corte del principe mongolo Altin Khan e questi furono i primi ad assaggiare per prima il tè.
Il quale  Il arrivò in Russia, intorno al 1638, quando l’ambasciatore Vassili Starkov consegnò allo zar Michele III Romanov 64 kg di tè, dono dello stesso principe mongolo Altin Khan, ma i russi non mostrarono all’inizio molto interesse.

Bisogna aspettare il 1679 che lo zar Alessio I stipulò un contratto commerciale con la Cina, durante la dinastia Qing, per far arrivare tè e porcellane attraverso le vie carovaniere. Il viaggio era molto tortuoso e rese il tè un prodotto molto caro e, quindi, destinato solo alle classi alte.

In quegli anni in Siberia avvennero alcuni scontri tra l’impero zarista e quello mancese che portò a siglare, nel 1689, la pace di Netchinsk che consentì la continuazione dell’importazione di tè dalla Cina. Il trattato voluto dallo zar Pietro il Grande sanciva l’unione della Siberia alla Russia istituì così la nuova via carovaniera, all’interno della tortusa ragnatela commerciale, la  “Via Siberiana del tè“, che portava fino in Cina.

Nel 1706 venne istituito, da Pietro il Grande, un decreto che impediva ai commercianti non autorizzati il commercio a Pechino.

Nel 1712, a seguito di altri scontri, furono definiti i confini tra l’impero russo e quello mancese. La città di Kyakhta, nella attuale Repubblica autonoma della Burazia, in Siberia, era l’unica sede di scambi tra la Russia e la Cina.

Il tè proveniente da Pechino, veniva scambiato con le pellicce, e viaggiava per mezzo di carovane di cammelli e impiegavano sedici mesi.

Rotta Siberiana del tè: Mosca Kyakhta Beijing
Rotta Siberiana del tè: Mosca Kyakhta Beijing

Nel 1712 venne trasferita la capitale da Mosca a San Pietroburgo e comparvero le prime sale da tè e le foglie di tè comparvero nelle zone Scandinave e nell’Impero Asburgico.

Fino al 1744 i russi per bere il tè usavano dei bicchieri di vetro o di cristallo con il manico. Poi l’imperatrice Elisabetta Petrovna fece fondare la Fabbrica Imperiale di porcellane di San Pietroburgo.

In questo periodo comparve il Samovar che veniva prodotto principalmente vicino agli Urali.

samovar russo
Samovar
Samovar elettrico
Samovar elettrico

Intorno al XVIII sec., un armaiolo russo, Fedor Lisitsyn, cominciò a produrre in larga scala il Samovar a Tula, una cittadina a sud di Mosca. Tula divenne così la città del Samovar.

Il Samovar serve per scaldare l’acqua. Una volta funzionavano a carbone ora sono elettrici e al suo interno non si mette mai il tè.
In alto viene posta una teiera e qui viene preparato lo zavarka, un tè molto concentrato che viene servito diluito con il kipjatok, l’acqua bollente contenuta nel samovar. Il tè viene quindi bevuto sorseggiandolo tenendo tra i denti una zolletta di zucchero.

Il Samovar e la sua atmosfera di calda intimità è stato evocato dai più grandi scrittori russi da Dostoevskij a Tolstoi.

Con un bicchiere pieno di tè e una zolletta di zucchero in bocca, è l’estasi. Scrisse Aleksandr Puškin” (Mosca 1799 – San Pietroburgo 1837)

Russian Porcelain
Russian Porcelain

Tra il 1793 e 1796 Caterina la Grande, la principessa tedesca che aveva sposato lo zar Pietro III, si sostituì a lui nel governo del paese con l’appoggio di una parte della corte. Era una persona colta e vivace e la sua attenzione alla cultura europea si manifestò anche nelle porcellane. Le abitudini europee entrarono sempre di più nella corte russa e, quindi, anche il tè divenne famoso come lo era diventato in Europa tra la nobiltà e le classi agiate. Caterina riorganizzò la “Fabbrica Imperiale di porcellane di San Pietroburgo” ribattezzandola in M.I.P. “Manifattura Imperiale di Porcellane” che produceva solo porcellane di altissima qualità a favore delle casse dell’Impero.

i cammelli usati per il trasporto di tè
i cammelli usati per il trasporto di tè

Nel 1796 dopo la morte di Caterina la Grande la Russia, attraverso le vie carovaniere, importava ben 1.500 tonnellate di tè e questo determinò il calo del prezzo e così anche la classe operaia se lo poteva permettere. La stessa cosa avvenne anche in Cina e in Europa .

I trasporti in carovana raggiungero l’apice nel 1860 e continuarono anche dopo il 1880 quando fu aperto il primo tratto della Ferrovia Transiberiana. L’ultima carovana che arrivò da Pechino fu nel 1900. Da quel momento in poi il tè veniva trasportato con il treno impiegando solo 7 settimane.

Lo zar Alessandro quando si recò a Parigi nel 1814 fece conoscere ai francesi il “tè alla russa“, ovvero un tè rosso cinese con un leggero gusto di fumo, in quanto era stato fatto affumicare. Questo tè non è da confondere con quello di una nota miscela francese a base di bergamotto o altri agrumi.
Questo tè conquistò i salotti parigini. Tant’è che Honoré de Balzac in occasione di un suo viaggio a San Pietroburgo, nel 1843, acquistò una grande quantità di questo famoso tè russo.

Russian tea

In Russia il tè viene bevuto forte e viene accompagnato da una fetta di limone o di arancio e, a volte, accompagnato da miele, marmellata spalmata sopra una fetta di pane.
Il tè viene  bevuto durante il giorno, come tazza ristoratrice, alla sera ma mai come accompagnamento ai pasti come fanno in Cina.

* immagini e informazioni reperite nel web e nei libri.

Annunci