Come si beve il tè in Tibet, il Po Cha

Viaggio intorno al tè vi porta a scoprire come si beve il tè sulle montagne dell’Himalaya, in Tibet: il tè al burro di Yak

Si pensa che il metodo corretto per bere il tè sia quello con il limone e ci si sorprende quando sentiamo che nel Regno Unito si usa mettere il latte. Io rispondo sempre che in Italia usiamo macchiare il caffè con il latte.

Del perché dell’aggiunta del latte ve ne avevo parlato nell’articolo sulla figura della “Tea Lady“, ovvero della “Signora del tè”. Anche in Cina, durante l’epoca Qing (1644-1912), a corte, nella vita di tutti i giorni, si usava mettere il latte nel tè nero, usanza acquisita dai mancesi il popolo che proveniva dalla regione della Manciuria, regione dell’Asia nord-occidentale, e che governò la Cina dopo la dinastia Ming (1368-1644).

Origine della popolazione tibetana

Il popolo tibetano è di origine asiatico mongoloide del Nord del continente. E’ geneticamente ben adattato alle condizioni ipossiche, ovvero di carenza d’ossigeno, tipiche dell’ambiente in cui vivono. Lo dimostra la bassa incidenza del mal di montagna cronico di cui, invece, è soggetta la popolazione andina che vive alle stesse altitudini.

La popolazione ha un livello di emoglobina (pigmento dei globuli rossi del sangue che mediante il quale avviene il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni) più bassa rispetto al popolo cinese (Han).

Il matrimonio di pace tra Cina e Tibet

Il regno Tubo era stato fondato da Namri Songtsen he unificò le tribù dei territori intorno a Lhasa e stabilì contatti diplomatici con la Cina e inviando ambascerie nel 608 e nel 609. Fu avvelenato durante un colpo di stato e vi succedette il figlio Songtsen Gampo. Questi ampliò l’impero fino a comprendere i territori della Mongolia e del Bengala.

tè Pu’Erh

Nel 634 Songtsen Gampo chiese in moglie la nipote dell’imperatore Tai Zong (dinastia Tang) che inizialmente accettò. Quando, invece, arrivò la richiesta ufficiale venne rifiutata per una ragione politica. Il matrimonio divenne una necessità quando il Tibet attaccò Tuhuyun, l’odierna Qinghai nel nord-ovest della Cina e, quindi, i confini dei Tang vennero minacciati. La principessa Wencheng fu così inviata in Tibet e il matrimonio avvenne nel 641.
Seguì un breve periodo di pace che venne interrotta quando i Tibetani occuparono Tuhuyun e conquistarono, nel 763, la capitale dei Tang.

Con la dote della principessa arrivarono in Tibet gioielli, statue di Buddha, libri classici di sutra (brevi frasi, aforismi), testi di Medicina Tradizionale Cinese, cibi, semi di piante, e, naturalmente, il suo uso. Inoltre, libri di architettura, tecnologie legate alla produzione della carta, dell’allevamento dei bachi da seta e la sua produzione.

Note storiche

Dinastia Yuan- mongoli – di Luciano Jori

Tra Cina e Tibet vi furono continue discordie con la conseguenza di guerre e che terminarono con un trattato di pace, nel 822, che fissava i confini dei due imperi. Poi cominciò la lenta decadenza a cui contribuì anche l’invasione dei Mongoli. Con la caduta della dinastia Yuan (1279-1368), la dinastia mongola costituita da Kublai Khan (quello di Marco Polo), Il Tibet riacquistò la propria indipendenza. I cinesi furono scacciati ma non accettarono mai l’indipendenza del Tibet. Le ultime guarnigioni cinesi lasciarono il Tibet solo tra il 1911 e il 1913.
Una nuova vi fù nel 1918 e poi nel 1930-32 e terminò con un nuovo trattato di pace che fissava i confini del Tibet lungo il fiume Yangtze. Il Tibet, con la nascita nel 1949 della della Repubblica Popolare Cinese, perse nuovamente la sua indipendenza a causa dell’invasione cinese del 1950-51 e con l’annessione avvenuta nel 1951 e l’abolizione del legittimo governo nel 1959.

Origine del tè himalayano Po Cha

Cavallo

Vi erano due Vie della Seta, quella del Nord e quella del Sud. Quella del Nord raggiungeva l’impero tibetano che era chiamato Impero Tubo. Questa via veniva chiamata Cha Ma Gu Dao o Dre’lam in tibetano significa “strada larga o strada dei muli”.

Le relazioni tra l’impero Tubo e quello cinese Tang (618-907) diedero vita alla Via Tubo-Tang conosciuta in occidente con il nome la Via del tè o dei cavalli di cui vi avevo parlato anni fa. In questo periodo Tang il divenne di uso comune. I cinesi, nel IX secolo cominciarono a comprare i cavalli e il sale dal Tibet in cambio del tè e della seta.

Il , per essere meglio trasportato a dorso uomo, di cavalli o di yak, veniva pressato. Questo sistema permetteva al tè di conservarsi meglio e di essere usato come moneta. Il tè era il nero cinese fermentato (dark tea), ovvero il tè Pu’Er.

Durante la dinastia Song (960-1279) ogni anno la Cina vendeva al Tibet 5.000 tonnellate di tè e in cambio importava i cavalli tibetani, circa 15.000, per la propria cavalleria militare. Ogni cavallo, in base alla sua qualità, valeva dai 20 ai 60 kg di tè. I cavalli servivano per la cavalleria militare cinese in quanto erano cavalli molto robusti, adatti alle grandi altezze, resistenti alle malattie e veloci.

Il tè dell’Himalaya: il Po Cha, ovvero il tè al burro di Yak

Il tè al burro di yak (bovino tibetano), Po Cha, è una bevanda altamente calorica e corroborante necessaria per superare le temperature che ci sono in alta quota.
Viene preparato con del tè bollito, il burro di yak e il sale. Il burro di yak è chiaramente oleoso e dalle note pungenti. Il grasso del burro aiuta a preservare il calore corporeo e i livelli di energia necessari per vivere ad alta quota. Anche in Himalaya il tè diventa una bevanda simbolo di accoglienza.

Il Po cha si prepara facendo sobbollire le foglie di tè anche per mezza giornata, fino ad ottenere un concentrato scuro e che è in grado di conservarsi anche tre giorni. Quando è il momento di berlo si mette in una zangola insieme al burro di yak e il sale.
Le famiglie agiate servono il tè al burro di yak in tazze d’oro, d’argento o di giada. Le più semplici in legno vengono rivestite d’argento e di gioielli e le persone le portano con sé ovunque vadano.

Barbara
25 settembre 2022
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