Le rose di Damasco

Il Roseto di Murta ci porta a conoscere le rose di Damasco

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della rosa per approfondire la conoscenza di uno dei gruppi di rose più noti: le rose damascene (o rose di Damasco) che ho già citato nell’articolo dedicato all’Afghanistan.

Originatesi nel Medio Oriente grazie ad incroci spontanei tra la Rosa Gallica, la Rosa Moschata e la Rosa Fedtschenkoana le troviamo diffuse in molti paesi asiatici, specialmente in Siria e Turchia, anche se le coltivazioni più ricche oggi sono quelle della Valle delle Rose della Bulgaria. Come molte delle rose definite antiche e conosciute in occidente prima dell’introduzione delle rose cinesi con le quali è iniziato il nostro viaggio, le damascene non sono rifiorenti. Alcune varietà ripropongono qualche fiore in autunno, ma il massimo dello splendore ce lo regalano in primavera.

Promumatissime rose damascene

Non è ancora chiaro come la rosa di Damasco sia giunta in Europa, secondo alcuni era già nota agli antichi romani del I secolo a.c., altri le fanno giungere nel vecchio continente grazie ai Crociati e ai mercanti che frequentavano la Via della Seta. Quel che è certo è che una volta approdate nei nostri giardini, rubarono il cuore agli appassionati, ai collezionisti, ai vivaisti e agli speziali che intuirono il grande potenziale aromatico di queste rose dal profumo molto intenso.

Rosa damascena ‘Kazanlik’, protagonosta dei campi della Valle delle rose in Bulgaria

L’olio essenziale di rosa damascena

Pura essenza di rosa! La sentite? E’ quella impressa nella memoria olfattiva di ognuno di noi e sprigionata con potenza dai loro preziosi petali di seta. L’olio essenziale che da esse si ricava è un costoso nettare ricco di benefici, usato anche per aromatizzare prodotti di cosmesi. L’olio essenziale di rosa è una delle essenze più difficili da distillare: per ricavarne 1 kg sono necessarie 4 tonnellate di petali raccolti a mano da maggio a giugno nelle prime ore del mattino per evitare che il sole faccia evaporare questo prezioso elisir riducendone il potenziale.

Un camo di rose damascene in Bulgaria

Le proprietà benefiche dell’olio essenziale di rosa sono note a tutti: se inalato riesce ad equilibrare le emozioni negative, a rasserenare, a calmare l’ansia e il nervosismo anche in momenti delicati come quello del parto o della menopausa. Qualche goccia in un olio da massaggio, poi, ha effetti lenitivi e tonificanti. In cosmesi si utilizza la rosa nelle creme antirughe, ad esempio, o nei tonici o acque rinfrescanti.

Petali appena raccolti e pronti per l’estrazione dell’olio essenziale

La filiera legata alla rosa damascena in tutto il Medio Oriente comprende anche la produzione di prodotti dolciari deliziosi come ad esempio i Lokum, biscottini gelatinosi ricoperti di zucchero a velo, confetture, croccanti, liquori e naturalmente tisane e tè aromatizzati. In ogni negozio specializzato in tè ed infusi troverete facilmente i boccioli di rosa damascena, non solo saporiti, ma anche molto decorativi.

Lokum

Se volete cimentarvi nella preparazione dei Lokum, ecco una ricetta abbastanza semplice che ho trovato sul web, così come tutte le foto di questo articolo. Dato il sapore molto dolce di questi dolcetti gelatinosi, consiglio in abbinamento un robusto, come ad esempio un Assam o, perché no, un tè dal sentore un po’ ‘terroso’ come i Pu’Er.

Ingredienti

1 litro di acqua;
1 cucchiaio di cremor tartaro;
3 cucchiai di gelatina in polvere;
860 grammi di zucchero superfino;
2 cucchiai di essenza di rosa;
130 grammi di maizena o amido di mais;
300 grammi di zucchero a velo;
Colore rosso alimentare;
Olio di semi, quanto basta;
2 cucchiai di succo di limone

Preparazione:

Ungere una teglia da 20cm di diametro con un pennello e ricoprirne la base con un foglio di carta forno. Far sciogliere lo zucchero in mezzo litro d’acqua a fuoco lento, fino a quando lo sciroppo raggiungerà i 125°C, pulendo di tanto in tanto il bordo della pentola con l’acqua, utilizzando un pennello.

Aggiungere al composto anche il limone, continuando a mescolare.

Versare in un’altra pentola la maizena, la gelatina e il cremor tartaro, amalgamando gli ingredienti con l’aiuto di una frusta e unendo dell’acqua quando è necessario, fino a esaurirla. Mettere la pentola sul fuoco basso per pochi minuti, finchè il composto non inizia a bollire e ad addensarsi; quindi, unire anche lo sciroppo di zucchero in modo graduale. Cuocere il tutto per circa un’ora, continuando a mescolare, fino che si raggiungeranno i 110°C.

A questo punto, aggiungere il colorante rosso, l’essenza di rosa e mescolare fino a che saranno ben sciolti. Versare il composto nella teglia e lasciar raffreddare a temperatura ambiente, quindi riporre in frigo per 4 ore. Rovesciare la teglia su un tagliere spolverato di zucchero a velo e tagliare il blocco in cubetti di circa 3 centimetri. Infine, cospargere i Lokum di zucchero a velo.

Sabrina
5 febbraio 2022

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