Viaggio intorno al tè ti porta a scoprire come una tempesta, ovvero un evento meteorologico, può influenzare una tazza di tè
Avresti mai pensato che una tempesta potesse interagire sulla preparazione di una tazza di tè?
Scopriamolo assieme.
Non mi sono mai interessata del meteo e credo di essere una delle poche persone che non guardano mai le previsioni del tempo. Quando in televisione ne parlano provo ad ascoltare e, nel giro di pochi secondi, mi assento. Inoltre, sia mio padre che il mio insegnante di Naturopatia Umanistica, mi hanno insegnato a prendere il tempo che viene, ad accettare qualsiasi evento atmosferico. Quindi se piove non ne faccio un dramma e penso che l’acqua sia una benedizione perché la terra ne ha bisogno e pulisce l’aria. Chiaramente sto parlando di situazioni normali e non degli eventi che stiamo vivendo negli ultimi anni.
Ho pensato di fare prima un ripasso di cose che magari abbiamo studiato e che non ci ricordiamo più.
Pressione atmosferica
La pressione atmosferica è quella che viene esercitata attorno a tutti gli oggetti per effetto della gravità. In parole semplici è un valore che esprime il peso di tutta l’aria che si trova sopra di e la pressione atmosferica indica il peso della colonna d’aria che sovrasta una superficie di un metro quadrato.
La pressione atmosferica si misura con il barometro e si esprime in hPa, ovvero in ettoPascal, quelli che una volta venivano chiamati “millibar”. A livello del mare la pressione atmosferica è di 1013hPa e questa diminuisce salendo in quota. La pressione atmosferica può variare a seconda delle condizioni metereologiche come un ciclone (aree di bassa pressione), un anticiclone (aree di alta pressione).
La pressione atmosferica è influenzata dall’altitudine. Più ci spostiamo in alto più questa diminuisce perché il peso della colonna d’aria è minore e di conseguenza più leggera.
La pressione, nell’arco della giornata, varia di 1-3 hPa e variazioni repentine possono indicare un’imminente cambiamento delle condizioni meteorologiche.
Bisogna sapere anche che l’aria con maggiore umidità ha una pressione più bassa al contrario dell’aria secca, che è più densa e provoca un aumento della pressione.
Con l’aumento della temperatura dell’aria si ha una dilatazione e una conseguente diminuzione di densità dell’atmosfera quindi la pressione atmosferica diminuisce. Quando, invece, l’aria si raffredda la densità aumenta e con essa la pressione atmosferica. E’ facilmente intuibile che la pressione atmosferica varia durante la giornata seguendo l’escursione termica tra il giorno e la notte.
Un aumento della pressione indica bel tempo mentre un calo della pressione può indicare un peggioramento. Questo influenza anche i venti. Quindi la pressione atmosferica è un buon riferimento per le previsioni del tempo.
La pressione atmosferica e l’influenza sulla vita di tutti i giorni
La pressione atmosferica influenza non solo sul tempo ma anche sulla vostra vita quotidiana.
Bisogna innanzitutto precisare che l’effetto della pressione atmosferica varia da persona a persona e che le persone che hanno problemi di salute sono più sensibili alla sua variazione. Per altri i cambiamenti sono appena percettibili.
L’alta pressione può provocare sintomi come il mal di testa causata dalla contrazione dei tessuti e dei fluidi del corpo. La bassa pressione, che troviamo salendo in montagna o praticando alpinismo, possiamo avere mal d’orecchio, vertigini, stanchezza, mal di testa e la diminuzione del contenuto di ossigeno nell’aria, soprattutto in condizioni estreme.
La tempesta Ciaran
La tempesta Ciaran si è verificata l’anno scorso a novembre 2023 e ha colpito gran parte dell’Europa creando allarme in Francia e nel Canale della Manica e allerta rossa in dieci regioni tra cui il Veneto, Friuli, Toscana e che ha provocato il crollo di un ponte in provincia di Parma.
La tempesta è nata, a seguito dello scontro tra masse d’aria fredde e calde preesistenti (baroclinicità) nell’Ovest dell’Atlantico, e rinforzata dalle alte temperature del mare (barotropicità).
Le perturbazioni traggono energia per nascere, svilupparsi o per rinforzarsi come nel caso della tempesta Ciaran che ha colpito con fortissimi venti, mareggiate e temporali creando danni e numerose vittime.
In Francia 1,2 milioni di famiglie sono rimaste senza corrente elettrica. In Belgio la tempesta ha interrotto il traffico ferroviario, aereo e marittimo. Ad Amsterdam sono stati cancellati molti voli. Nel Sud dell’Inghilterra centinaia di scuole sono state chiuse a causa delle grandi onde alimentate da venti con raffiche fino a 135 km orari. Il porto di Dover è stato chiuso e i servizi di traghetti, voli e treni sono stati cancellati in tutta la Gran Bretagna.
Come la tempesta Ciaran ha impedito ai britannici di bere una corretta tazza di tè
Fatte queste premesse arriviamo al nostro amato tè. Gli inglesi hanno il modo di dire “A Storm in a teacup” che significa letteralmente “Una tempesta in una tazza di tè”. L’espressione inglese equivale al nostro “tanto rumore per nulla” e si usa per sdrammatizzare una situazione che sembra grave ma non lo è. In questo caso la loro espressione va proprio tradotta letteralmente perché la tempesta Ciaran ha impedito a 20 milioni di britannici di bere una tazza di tè come si deve.
Come sappiamo gli inglesi amano parlare del tempo e bersi al mattino una tazza calda di tè nero forte, macchiato con il latte. Gli scienziati inglesi hanno visto che le due cose, soprattutto in casi metereologici estremi, proprio non possono andare d’accordo e si crea letteralmente “Una tempesta in una tazza di tè“.
La tempesta Ciaran ha colpito il Regno Unito l’1 e il 2 novembre dell’anno scorso, con venti sulle Isole del Canale e in questi giorni gli scienziati ne hanno approfittato per misurare con precisione il punto di ebollizione dell’acqua durante la bassa pressione atmosferica.
I ricercatori inglesi sanno benissimo dell’effetto della pressione sulla temperatura di ebollizione e della difficoltà di prepararsi una buona tazza di tè in montagna ma il ricercatore Calleb Miller ha voluto approfondire.
I ricercatori hanno condotto esperimenti controllati con sensori di temperatura accurati e un bollitore elettrico standard. Hanno confrontato il risultato con i precedenti punti di ebollizione osservati in diverse condizioni di pressione dell’aria con lo stesso apparato. Insieme, questi esperimenti hanno mostrato, ancora una volta, la chiara relazione tra pressione dell’aria e temperatura di ebollizione.
Per studiare l’effetto locale più ampio della tempesta sui punti di ebollizione, i ricercatori hanno combinato dati meteorologici da molte fonti, tra cui letture della pressione dal Reading University Atmospheric Observatory e dati da stazioni meteorologiche stradali in tutta l’Inghilterra meridionale. Ciò li ha aiutati a tracciare come la tempesta si è spostata nella regione durante l’ora di colazione.
Hanno scoperto che il minimo di pressione si spostava verso nord-est nella regione durante le prime ore del mattino, in concomitanza con i tipici orari della colazione.
Al culmine del passaggio della tempesta Ciaran, che ha raggiunto l’incredibile pressione minima di 953,3 millibar/hPascal, il punto di ebollizione dell’acqua in alcune aree è sceso a poco più di 98 °C, circa 2 °C in meno rispetto alle condizioni standard. Gli esperti di tè ritengono che la temperatura ideale per l’infusione sia compresa tra 98 °C e 100 °C. L’acqua al di sotto di questo intervallo non estrae tutto il sapore e i tannini, tanto amati dagli inglesi, dalle foglie di tè nero.
Il professor Giles Harrison, autore principale dell’articolo, ha affermato: “Come molti britannici, ho bisogno della mia tazza di tè mattutina. Sebbene sappiano che il punto di ebollizione dell’acqua varia con la pressione atmosferica, non mi aspettavo che una tempesta avrebbe portato la temperatura di ebollizione dell’acqua al di fuori dell’intervallo consigliato per preparare un tè decente. Il meteo può avere effetti sottili”.
Lo studio stima che circa 20 milioni di persone a Londra e nel sud-est dell’Inghilterra sono state colpite da questo fenomeno che ha portato ad avere un tè leggermente meno saporito quella mattina.
Per preparare una buona tazza di tè sono necessari un buon tè in foglia, un corretto tempo d’infusione, la qualità dell’acqua e, adesso, abbiamo visto quanto sia importante la temperatura dell’acqua.
Mi farebbe piacere sapere se tu hai notato qualche differenza quando vai al mare o in montagna.
Per chi fosse interessato allo spazio anni fa avevo scritto quest’articolo Il tè e la perdita d’aria nella Stazione Spaziale Internazionale.
Barbara
31 agosto 2024
Buon #viaggiointornoaltè #tèmozioniamoci
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youtube – Viaggio intorno al tè – Barbara Vola
* Fonti metereologiche Arpa Piemonte, Allarmemeteo
Harrison, G., Bennett, A., Miller, C. and Bullock, D. (2024), Storm Ciarán’s effect on the boiling point of water in the southeast of the United Kingdom. Weather. https://doi.org/10.1002/wea.4611
– foto reperite nel web con il solo scopo divulgativo.
Immagine di copertina: foto Telegraph





Ciao Barbara, io il meteo lo guardo alla bisogna sul web. Solo se devo organizzare qualcosa all’aperto o qualche viaggio. Questo discorso sulla pressione e l’ebollizione dell’acqua mi ha fatto ricordare un’interrogazione di fisica di tanti anni fa… A cui ricordo che risposi correttamente, ma… Non ricordo più COSA risposi! 🙂
A parte ciò, non ho mai notato differenze quando vado al mare o in montagna. In quelle occasioni, se bevo tè, occasionalmente, è comunque preparato da altri, ad esempio il bar dell’hotel, e non posso fare raffronti diretti con quello che mi preparo solitamente a casa.
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Ciao Lucia, io odiavo la fisica e ho completamente rimosso tutto.
Io mi ricordo a 14 anni, ma allora non mi preparavo il tè, che ero in montagna da mia zia e avevo notato che l’acqua bolliva prima.
Buona tazza di tè 🍵 😀
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ciao Barbara quante cose ci insegni😄😄😄..quello della temperatura giusta per la buona riuscita di un tè me lo insegno un amica che andò a lavorare in una caffetteria a Londra…
per il tempo di bollitura al mare o montagna non saprei dirti..non ci ho mai fatto caso e comunque il the lì lo prendo solo già servito al bar..
buona domenica
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Ciao Daniela, è stata brava la tua amica ad insegnartelo 😀 Di solito, in montagna, il tè si prende al bar o in hotel.
Buona domenica 😃
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innanzitutto complimenti per l’articolo sulla meteorologia, una scienza che seguo da sempre, avrei voluto farlo come mestiere, ogni giorno guardo tutte le carte meteo mondiali, con aggiornamenti ogni 6 ore.
Detto ciò, riguardo il tuo articolo, io non so se avrei riconosciuto una differenza di un paio di gradi nella degustazione del the, io va beh di solito lo faccio bollire in un pentolino, ma tipo quando sono negli hotel mi portano l’acqua calda da metterci le bustine, non so a che temperatura è, comunque l’ho sempre apprezzato. L’unica cosa che faccio qui in casa, è quella di usare l’acqua delle bottiglie per fare il the, quella del rubinetto è pessima, sebbene dicano sempre che è potabile. 😉👍👏😊🤗
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Max grazie per i complimenti soprattutto perché per me non è stato facile scrivere l’articolo.
Va benissimo riscaldare l’acqua nel pentolino, del resto è sempre stato questo il metodo. Con l’esperienza si arriva a capire quando è 70-80-90100°.
Fai benissimo ad usare l’acqua in bottiglia, cerca di prediligere quella basso residuo fisso.
Buona tazza di tè 😃
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Ah l’acqua Sant’Anna ne ha pochissimo, roba di 20 mg 😊😊😊😊 la do anche alla mia piantina in casa, perché ho paura che quella del rubinetto le faccia male 😊😊😊
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Bravo Max 😃
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Mi sono salvata tutto l’articolo. Lo leggo con calma, visto il mio amore per il cielo! Buona giornata Barbara e grazie per queste nozioni.🤗😘👋👋
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Ciao Elisabetta, grazie per averlo salvato. Il cielo ha la sua importanza.
Buona giornata anche a te e grazie a te per app🤗😘😃
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Purtroppo ti deluso, ma non ho mai notato differenze nel tè tra mare, montagna (700 metri) e città. Devo dire, però, che quando sono in giro compro banale tè in bustina al quale chiedo solo di essere bevibile 😉
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Paola tranquilla. Credo che riuscire a trovare un buon tè in bustina sia già un bel traguardo 😃
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Non credo che me ne accorgerei
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Ci sta 😃
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