Cha, tea, tè, thé, thè, the?

Viaggio intorno al tè ti porta a scoprire l’origine della parola tè, come si chiama nel mondo e il perché.

Il nome della bevanda che deriva dalla Camellia sinensis cambia a seconda dei Paesi. In Italia è e nel Regno Unito e Tea e questa ultima parola, a seconda del contesto, ha diversi significati.

Sicuramente manca in Italia un cultura del tè ma anche vero che, come scrivevo nell’articolo della settimana scorsa, molti ignorano i termini base come quelli di tisana, infuso, decotto, tè.

Ultimamente vedo tantissimi articoli dove viene usato erroneamente il termine al posto di tisana o infuso e questo perché vengono tradotti articoli dall’inglese e gli autori, pur parlando di tarassaco, fiori di crisantemo o altri fiori o erbe officinali nel titolo e nel testo usano erroneamente la parola . E’ inutile commentare scrivendo che la parola Tea, in inglese, assume vari significati e che possono verificare nel dizionario monolingue inglese. Loro non solo non ti accettano il commento, non si prendono il tempo di verificare e di correggere il tiro neanche negli articoli successivi.

L’origine: Tu 荼 e cha 茶

Come sappiamo il nasce in Cina e inizialmente veniva usato il termine 荼 t’u per indicare sia il tè e sia altri tipi di erbe amare. Il tè è sempre stato bevuto ed era già noto nel Periodo dei tre regni (220-280 d.C) e durante il periodo delle Dinastie del Nord e del Sud (386-589 d.C.) l’abitudine di bere il tè si diffuse rapidamente nella Cina meridionale e poi, lentamente, nelle provincie più a nord.
Durante la dinastia Tang (618-907) dal termine 荼 tu venne tolto il trattino orizzontale e ne derivò il carattere 茶 cha per indicare solo la pianta del tè. In quel periodo il tè veniva pressato, ridotto in polvere e bollito. L’ideogramma 茶 cha è composto da 艹 erba, 人 uomo o popolo e 木 albero.

Il termine cha entrò nell’uso comune nell’VIII secolo quando Lu Yu scrisse lo Chaijing, ovvero il “Canone del tè”. Da questo carattere e dalle diverse pronunce dialettali ne derivarono i vari nomi del tè usati in tutto il mondo. La Cina è composta da tanti dialetti e il carattere 茶 cha viene quindi pronunciato in maniera diversa e vi sono due che hanno preso piede: nelle regioni costiere si pronuncia te mentre all’interno è cha.

Come sapete i primi ad arrivare in Cina e a importare il tè in patria furono i portoghesi e loro chiamarono la bevanda 茶 cha come la sentivano chiamare a Macao, nel dialetto cantonese. Da questa parola si diffuse, con le sue varianti, via terra lungo la Via della Seta, e troveremo chay in russo e in urdu, shay in arabo e chai in swahili. Notare che anche in Giappone e in Corea viene chiamato Cha.

Lo stesso ideogramma 茶, pur essendo uguale, nel Fujian viene pronunciata te e questo modo si è diffuso via mare grazie ai viaggi, da parte della Compagnia delle indie olandese, che avvenivano nei porti del Fujian.

In italiano si scrive tè.

Riporto quanto è spiegato nell’Atlante mondiale delle strutture linguistiche in cui l’uso della parola “tea” sia stata estesa ad altre bevande preparate mediante infusione di foglie di varie piante. Desidero ricordare che in italiano, a differenza della lingua inglese, abbiamo tre parole diverse:

  • = indica l’infuso della Camellia sinensis. In inglese si dice tea.
  • tisana= indica l’infuso o il decotto di erbe e spezie. In inglese si dice tea.
  • infuso= infuso di frutta. In inglese si dice tea.

Il significato di cha 茶 e il significato di bere una tazza di tè

L’ideogramma cha 茶 ha un bellissimo significato: armonia dell’uomo con la natura.
Questo significa che in primis bisogna essere in armonia con se stessi e solo se si è in armonia con se stessi si arriva ad esserlo con la natura che ci circonda e, aggiungo, con le persone che sono vicino a noi.

Se, come diceva Anne Herbert “pratichiamo gentilezza a casaccio e atti privi di senso” il mondo andrebbe molto meglio. Invece viviamo nella gelosia, nel rancore. Vivendo con questi sentimenti non riusciamo nemmeno a vedere il bello che c’è intorno a noi.

Bere una tazza di tè dovrebbe portarci a fermarci, ad ascoltarci, a sentire gli aromi naturali che ci regala il tè. Invece, anche qui, vedo che c’è in rete una gara a chi analizza minuziosamente il liquore (il liquido che beviamo del tè) invece di stare nel Qui ed Ora.
Si sta rendendo troppo sofisticata una bevanda che nasce, invece, come bevanda salutare. Una bevanda da contemplare per la bellezza delle foglie e dal sapore complessivo. E’ anche vero che poi è nata l’Arte del tè ma è anche vero che poi il tè è diventato una bevanda per tutti.
Sicuramente ci sono dei tè che costano meno e ci sono dei tè che costano di più e questo è dato da tante cose: raccolto minuzioso a mano (come le gemme), quantitativo raccolto. Il raccolto è influenzato dal clima che ne determina non solo la quantità raccolta ma anche la qualità. Ad esempio il raccolto del 2023 ha subito molto la siccità.

I Tea Sommelier, figura prettamente occidentale, hanno preso dai Sommelier del vino il modo di degustazione dimenticandosi il vero significato di bere il tè. Pensate al tiramisù e quando lo mangiamo non estrapoliamo i vari sapori (cacao, mascarpone, caffè e savoiardo) ma valutiamo l’equilibrio tra questi sapori, lo mangiamo e lo apprezziamo per il piacere che ci lascia quando lo mangiamo. Il tè è questo: rimanere nel semplice.
E’ sicuramente importante sapere riconoscere le foglie, i colori, saper preparare i vari tipi di tè ma è anche importante conoscere la storia, la cultura.

Ti saluto e ti invito a leggere le parole di un monaco coreano, il Venerabile Popchong Sunim.

Buon #viaggiontornoaltè, #tèmozioniamoci e buona #tazzaditè

Barbara
11 dicembre 2023

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11 pensieri su “Cha, tea, tè, thé, thè, the?

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