Un… “compagno di bevuta”!

Se siete veri amanti del tè avrete probabilmente già sentito parlare dei cosiddetti “tea pets”, piccole statuette di argilla yixing (anche detta zisha) raffiguranti i soggetti più disparati e provenienti dalla tradizione cinese.Secondo quest’ultima, di fatto, “nutrire” il proprio tea pet durante una degustazione di tè sarebbe simbolo di buona fortuna nonché, a parere di alcuni, un modo per verificare la corretta temperatura dell’acqua. Perché allora vi sto parlando di “animaletti del tè” se questi non hanno nulla a che vedere con le usanze nipponiche?

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Spumone al… Matcha!

Eh già, l’estate è ormai alle porte, le temperature in rialzo ed ognuno di noi comincia ad assaporare quell’aria di vacanza, lunghe giornate di sole ed interminabili ore passate in compagnia dei propri amici. Con la bella stagione, però, arriva anche il caldo soffocante e così presto cominceremo ad assaltare bar, supermercati e gelaterie alla ricerca di qualcosa di rinfrescante.

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Inari: un tè con le volpi

Lu Yu, il “padre del tè”, autore del famoso Cha Jing 茶經 o, come lo chiameremmo in Italia, il “Canone del tè”: una figura umana, per così dire, quasi “divinizzata” dai cinesi nonché dagli estimatori della bevanda ambrata (ricordate? Barbara ve ne aveva già parlato qui). Oggi, però, voglio svelarvi una cosa: se, come me, avete una particolare inclinazione per i tè giapponesi e, fino ad ora, eravate convinti che non vi fosse una figura mitologica ad impreziosire la vostra passione ebbene… vi sbagliavate! Eh sì, anche il Giappone, a quanto pare, ha riservato al tè un posto di nicchia all’interno delle proprie credenze religiose e, che ci crediate o meno, esiste una divinità preposta proprio alla sua protezione! Cosa ne dite, vi andrebbe di conoscerla insieme? Se siete curiosi, dunque, non vi resta che riempire le vostre tazze, mettervi comodi e… continuare a leggere!

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Sfidare lo tsunami con una tazza di tè

Sono molto felice di essere stata contattata da Omar l’estate scorsa per leggere la sua tesi e da allora è iniziato un bellissimo rapporto di collaborazione. Ogni volta mi chiede il mio punto di vista sugli articoli da scrivere e quando mi ha proposto questo gli ho subito risposto che anche se il tè non era l’argomento principale ma “solo” un collante per me andava … Continua a leggere Sfidare lo tsunami con una tazza di tè

La mia “carta d’iden(tea)tà”

Se, per assurdo, sulla mia carta d’identità dovesse comparire la voce “tè distintivo”, probabilmente scriverei il nome Ya Bao perché, di tutti quelli che finora ho conosciuto, forse è quello che meglio mi rappresenta caratterialmente. Voi lo conoscevate? Avete già avuto l’onore di assaporarlo? In ogni caso, vediamo insieme di cosa si tratta e perché mi ci rispecchi così tanto. Alla fine, come da prassi, una degustazione tutta per noi!

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La casa del Matcha

Immagine in apertura: Teahouse at Koishikawa (The morning after a snowfall), Hokusai, 1835.

Continuiamo a parlare del cha no yu ma, prima di trattare nel dettaglio lo svolgimento cerimoniale e i valori spirituali ad esso connessi è necessario comprendere l’ambiente e l’atmosfera che fanno da sfondo al rito.
D’altro canto, la struttura dello chashitsu 茶室 (stanza del tè) così come l’esterno che lo circonda sono stati concepiti per favorire e ricreare un clima di quiete e serenità in grado di incarnare alcuni significati insiti nella pratica del wabi-cha.

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