Le infinite vie del tè

Dalle mie parti c’è un modo di dire che recita più o meno così: “del maiale non si butta via niente”. Ecco, per un giapponese, con il tè funziona pressappoco allo stesso modo:  d’altro canto, quest’ultimo è un alimento fondamentale della tradizione nipponica tanto quanto il suino lo è stato in passato per noi. Aggiungiamo al tutto che il 2019 è, secondo il calendario cinese, proprio l’anno del maiale (cinghiale per i giapponesi) e direi che è il caso di rendere onore al detto previo citato.

Ammettetelo, quante volte, dopo esservi gustati il vostro infuso, avete gettato le foglie esauste incuranti del fatto che potessero essere riutilizzate? Scommetto, poi, che almeno una volta nella vita vi è capitato di dovervi rassegnare al fatto che il vostro tè era stato conservato male ed era diventato completamente inutile: che fare allora? Buttare il tutto nel bidone della spazzatura? No! Da oggi sapremo come dare nuova vita al nostro tè. Che siate curiosi, amici dell’ambiente o semplicemente degli incorreggibili risparmiatori, il Giappone saprà sicuramente darvi un consiglio che farà al caso vostro: scopriamone qualcuno!

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Il tè verde, si sa, è la tipologia più diffusa e apprezzata nel Sol Levante. D’altro canto, esso è anche la qualità più soggetta all’invecchiamento: con il passare dei giorni perderà rapidamente il proprio sapore fresco ed erbaceo per trasformarsi in una bevanda amara e poco appetibile. Cosa fare, dunque, per recuperare un tè troppo vecchio? Una delle pratiche più comuni e forse maggiormente note consiste nello scaldare le foglie in padella per donare loro una nuova vita attraverso la tostatura. Tradizionalmente l’operazione viene svolta mediante l’uso di una Horoku ほろく (apposita stoviglia orientale) ma nulla vieta di utilizzare un comune tegame: sarà sufficiente ricoprirne il fondo con un foglio di carta forno e, una volta scaldato il tutto, aggiungere una piccola quantità di foglie affinché siano tutte a contatto con la superficie della padella stessa. Saranno necessari pochi minuti e, se avrete cura di rigirare spesso il contenuto per evitare sgradevoli bruciature, potrete ottenere il vostro personalissimo Hoji-cha 焙じ茶 (tè tostato giapponese).

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La torrefazione è sicuramente un buon modo per riutilizzare le foglie di tè ma, di certo, non l’unico. Barbara aveva accennato, nella sua recensione sull’esperienza svolta con Obubu Tea Farm, all’insalata arricchita da foglie esauste di Gyokuro, riso tostato e salsa di soia.

Un altro piatto della tradizione giapponese è il Chazuke 茶漬け. Nato per riutilizzare il riso bianco avanzato, esso si realizza versando del tè caldo (solitamente Bancha o Genmaicha) su quest’ultimo insaporendolo eventualmente con alghe o spezie.

L’arte del riciclo Giapponese, tuttavia, ci riserva ancora molte sorprese! Sapevate che, dopo avere infuso il vostro tè, le foglie bagnate conservano la proprietà di prevenire la ruggine? Avvolgetele in un panno di garza e strofinatele su una superficie metallica: provare per credere! Altri utilizzi alternativi, invece, consistono nel riporre il fogliame sotto al cuscino per coadiuvare il sonno o nello sfruttare le proprietà deodoranti dell’infuso immergendovi per un istante carne o pesce prima della cottura.

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Ancora, se non volete rinunciare alla bellezza il tè verde può rivelarsi un ottimo alleato: grazie alla minore lavorazione cui viene sottoposto conserva, più di ogni altra tipologia, un maggiore quantitativo di sostanze nutrienti e sali minerali che potranno giovare alla vostra pelle. Saranno sufficienti poche foglie di tè sminuzzate o in polvere per trasformare una comune crema corpo in una vera e propria coccola rigenerante, parola di geisha!

Infine, vorrei soffermarmi sul Chakouro 茶香炉, un oggetto singolare sviluppatosi proprio per il recupero del tè: si tratta di una sorta di “bruciaprofumi” che presenta un incavo dove riporre una candela sormontato da una cupola concava dove riporre le foglie. Riscaldate dalla fiamma, quest’ultime emaneranno un gradevole aroma che accoglierà i vostri ospiti ma, soprattutto, vi farà risparmiare sui profumi per ambiente!

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Come sempre, vi lascio nella speranza di avere stimolato la vostra curiosità e trasmesso qualcosa che possa essere risultato utile o quantomeno interessante e se, dopo avere letto questo breve articolo, continuerete comunque a gettare le foglie di tè, perlomeno, non buttatele nel bidone ma nei vostri vasi… sì, avete capito bene, sono anche un ottimo fertilizzante! I vostri fiori vi ringrazieranno!

Omar
16 gennaio
#UnTèAlSolLevante #ViaggioIntornoAltè

 

12 risposte a "Le infinite vie del tè"

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  1. Per imparare a tostare il tè iniziai col genmaicha: assaggiavo il riso di tanto in tanto per rendermi conto del livello di tostatura… Avevo ottimi tè giappi ormai vecchi, non volevo rischiare di sprecarli 😛

    瞬俳人殺

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    1. Grazie a te da parte mia e di Barbara per l’apprezzamento e per continuare a seguirci! Voglio rivelare un segreto: nel tè non c’è niente da capire, solo da imparare, sempre, e non si finisce mai. A volte può sorprenderci e, quando meno ce lo aspettiamo, insegnarci sempre qualcosa di nuovo (a breve uscirà un articolo sul tema, restate aggiornati!). Pertanto, cara Paola, chiunque ci metta cuore e passione avrà sempre la capacità di “capire” il tè.

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  2. Mi riprometto sempre di conservare le bustine del tè per metterle nelle piante, ma me ne dimentico sempre, anche perché io ho solo 2 piantine messe in croce, bevo molto più tè di quanto ne posso smaltire così!! Ora però mi hai suggerito veramente tanti altri usi, specie quello bruciaprofumi. Io ho un bruciaessenze, però mi rendeva l’aria troppo umida e ho smesso di usarlo. Poi ho provato con la cera profumata, ma più che la profumazione si spande l’odore di cera! Proverò sicuramente con il tè, vediamo come va! 🙂

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    1. Felice di avere dato nuove idee!!! Ricordati che, più che per la profumazione, il tè utilizzato nel bruciaessenze ha la capacità di eliminare o perlomeno attenuare gli odori. Provalo così anche in cucina, magari quando cucini qualcosa dall’aroma sgradevole, vedrai che non ti deluderà e, poi, avrai anche la soddisfazione di potere ammirare le foglie aperte e secche una volta terminato il loro compito!

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