Caro vecchio carbonaio…

C’erano una volta dei mestieri che conoscevano in pochi e spesso si tramandavano di padre in figlio. Erano per lo più mestieri duri che richiedevano fatica, dedizione, sacrificio e grande manualità.
Uno di questi mestieri era il carbonaio…

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“Il culto del tè” dimenticato…

Ricordate quale fu il primo popolo occidentale ad entrare in contatto con il mondo orientale, nello specifico con il tè? I portoghesi! Avevate indovinato? Se vi siete accorti di qualche vuoto di memoria, niente paura: Barbara ha già spiegato tutto qui.

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Si salpa verso il Sol Levante: levate… i coperchi!

La Kyūsu, come saprete, è forse la teiera più utilizzata dai giapponesi per infondere il tè. Essa si compone essenzialmente di un corpo principale, solitamente dalla forma leggermente appiattita e circolare, un manico posto

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Il colore del tè dal sol levante a Monet: quando i giapponesi conobbero il marketing

I primi contatti tra europei e Giappone avvennero nel periodo Muromachi (1333-1573 d.C.), tra il 1542 e il 1543 d.C., grazie alla scoperta dell’isola da parte dei Portoghesi che portarono il pane, innovazioni scientifiche e tecnologiche quali le armi da fuoco. A causa delle cosiddette “Compagnie Orientali”, come la Compagnia olandese delle indie orientali (VOC) e la compagnia britannica delle indie orientali (EIC = British East India Company), il commercio con i giapponesi venne in quota parte interrotto e si ampliò soltanto a partire dalla fine del periodo Edo (1600-1868 d.C.), con l’editto rivoluzionario denominato restaurazione Meiji (1868 d.C.), che poneva fine all’isolamento del Giappone.

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