L’India delle rose

Il Roseto di Murta ci porta a conoscere le rose cinesi arrivate in India

L’intreccio tra rose e che sto tessendo tra queste pagine, oggi ci porta in India, uno dei luoghi simbolo nella storia di questi due ingredienti di bellezza che tanto ci appassionano: da lì, infatti, partivano i vascelli commerciali della Compagnia delle Indie Britannica che trasportava casse di tè e semi o talee delle nuove rose orientali che presto avrebbero invaso i giardini europei e non solo.

Ma questa terra ricca di fascino era solo un luogo di passaggio per le rose originarie della Cina o, piuttosto, un luogo in cui esse avrebbero potuto ‘insediarsi’ e prosperare? Il clima caldo e umido di molte zone del subcontinente, protette dalla catena Himalayana e colpite dai monsoni, risultò particolarmente favorevole alla diffusione delle rose portate dai cacciatori di piante o ‘migrate’ spontaneamente grazie agli agenti atmosferici e agli uccelli, ad esempio, e poi, con il tempo, naturalizzatesi.

Krishna's peach
‘Krishna’s peach’

Le rose cinesi in India

Guardando alla storia di questo antico paese, patria di millenaria saggezza, ci si rende conto che l’India, le rose (e il tè, naturalmente) si innamorarono molto prima dell’apertura delle rotte commerciali verso l’Europa. Uno dei documenti più antichi che attesti con precisione la presenza delle rose in India risale al 1287. Si tratta di una tavola di pietra su cui si trova un’incisione in sanscrito: un editto reale del Sintra Prashasti che ordinava ai giardinieri la fornitura giornaliera di 200 rose bianche e 2000 fiori di oleandro per adornare il tempio di Somanatha. Secondo la coppia di ibridatori, ricercatori e cacciatori di piante indiani di fama mondiale Viru e Girija Viraraghan, quelle non potevano che essere rose cinesi, probabilmente giunte in India Occidentale attraverso la Via della Seta che tanto contribuì al viaggio di molti prodotti orientali verso occidente, tra i quali probabilmente anche il tè. La signora Viraraghavan ha anche evidenziato la presenza della rosa all’interno di antichissimi testi ayurvedici del VI e IV secolo a.c. e in alcune citazioni del grande Imperatore Mughal Babur nei cui magnifici giardini fu introdotta la Rosa Moschata nastarana. Babur, signore anche di Kabul, fece costruire un bellissimo giardino che ancora oggi si può ammirare nella sfortunata e martoriata capitale afgana. L’Imperatore amava talmente quella città e quel giardino da chiedere di essere sepolto lì, desiderio che naturalmente fu esaurito.

Vir Leonie
‘Vir Leonie’

Il legame tra l’India, le rose e il tè fu, poi, reso ancora più saldo con l’inizio della dominazione inglese, come già ricordavo. L’orto botanico di Calcutta, fondato nel 1787 dall’inglese Robert Kyd, diventò una stazione di acclimatazione per tutte le nuove varietà botaniche scoperte in Cina e qui coltivate e riprodotte prima di essere imbarcate sui clippers. Anche le piante e i semi di Camellia sinensis reperite nelle spedizioni di Robert Fortune verranno fatte attecchire qui per poi essere piantate nella regione del Darjeeling e dell’Assam dove gli inglesi avviarono le proprie piantagioni di tè affrancandosi dalla Cina e dando avvio alla diffusione su larga scala di questo prodotto.

Faith Witthlesey
‘Faith Witthlesey’

Grazie al lavoro dei Viraraghan, l’India è ancora oggi protagonista assoluta nel mondo della rosa. Il progetto di questa coppia di appassionati custodi del patrimonio botanico della loro terra è quello di riuscire a produrre rose sempre più resistenti ai climi caldi e aridi che i cambiamenti climatici stanno facendo diventare realtà. Da anni si dedicano con passione all’incrocio tra piante antiche e moderne che abbiano questa caratteristica, prime fra tutte le rose tè nate nel caldo clima della riviera francese all’inizio del 1800. Nell’ampia produzione dei Viraraghan anche ibridi di gigantea (ricordate la ‘Lijiang Road Climber’ che abbiamo al roseto?) e miniature di rose tè che possano allietare anche coloro che non dispongono di un ampio giardino, ma che vorrebbero comunque godere della bellezza di una rosa tè coltivandola in vaso. Le rose di Viru e Girjia Viraraghan in Italia sono acquistabili presso il Vivaio S’Orrosa- Eredi di Sergio Mario Scudu (pagina Facebook) e qui il sito del Vivaio S’Orrosa.

Viru e Girjia Viraraghan
Viru e Girjia Viraraghan

Cosa dite, ce la gustiamo una buona tazza di tè Assam o Darjeeling mentre riflettiamo su quanta ricchezza culturale ci è stata donata dall’India anche in termini di rose? Ad accompagnare il tè vi suggerisco un dolce che bene si adatta al periodo di feste che sta iniziando perché uno dei suoi ingredienti è il mandarino il cui aroma evoca alla memoria l’atmosfera di Natale. Buona ora del tè!

Muffins al mandarino
Muffins al mandarino

Muffins al mandarino

di Sabrina Masnata

Ingredienti

150 g di farina 00
2 cucchiai di farina di mandorle
10 g di lievito in polvere per dolci
75 g di zucchero di canna
un vasetto di yogurt magro
75 ml di latte
1 uovo
2 cucchiai di olio di semi
3 mandarini non trattati (o un’arancia se non si trovano)
80 g di scaglie di mandorle
zucchero a velo q.b.

Procedimento

Lavare i mandarini e metterli a bollire in una pentolina con la buccia. Quando saranno morbidi (dopo circa mezz’ora) frullarli e farli raffreddare. Riscaldare il forno a 180°C e preparare lo stampo per i muffins ritagliando cerchi di carta da forno per foderare i  buchi.

Mescolare insieme le farine, il lievito e lo zucchero.

Versare in una ciotola lo yogurt, il latte, l’uovo e l’olio.  Amalgamare bene tutto e poi versare il composto sulle farine. 

Lavorare l’impasto con le fruste e aggiungere la polpa dei mandarini setacciata per trattenere eventuali semini. Lavorare ancora e versare il composto nello stampo. 

Cospargere i muffins con le scaglie di mandorle e infornare per circa 20 minuti, fino a che saranno dorati.

Dopo averli sfornati, lasciarli raffreddare e, prima di servire, cospargere di zucchero a velo.

Sabrina
12 dicembre 2021
IG: Garlands of Hearts
FB: Garlands of Hearts
Blog: Garlands of Hearts
Blog: Roseto di Murta
IG: L’ora del tè in Liguria
#loradeltèedellerose #rosetodimurta #iltèunisce

9 pensieri su “L’India delle rose

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