Mindfulness e giardino

L’ora del tè e delle rose vi porta a scoprire la mindfulness e il giardino

‘Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve’ Marco Tullio Cicerone

A questa famosissima citazione di Cicerone, potremmo aggiungere ancora una buona tazza di e avremmo davvero raggiunto la perfezione, non credete anche voi?

Ognuno di questi tre ingredienti è portatore di benessere: i libri nutrono la nostra anima, sui benefici del tè non devo certo essere io ad esprimermi, se leggiamo questo blog di Barbara è perché tutti conosciamo e apprezziamo le proprietà positive di questa millenaria bevanda che tanto amiamo. Mi concentro, quindi sull’ingrediente di questa formula di positività che mi riguarda da vicino e cioè il giardino. Mi discosto un attimo dalle rose, ma non di molto, dopo tutto.

Il giardino in una tazza

Il giardino in una tazza

Luglio è il momento in cui il giardino è all’apice del suo lavoro: tutti i fiori stagionali e le piante ornamentali perenni stanno dando il meglio di sè, nonostante il caldo che li mette a dura prova. Per noi giardinieri, è il tempo di ammirare e cercare di ritagliarci qualche ora più fresca per quelle pratiche di cura di cui non solo il giardino, ma anche noi sentiamo l’esigenza: togliere le infestanti, bagnare, tagliare l’erba: ecco il minimo indispensabile per mantenere vivo il contatto con il nostro angolo di terra che diventa uno scambio di attenzioni: noi curiamo il giardino e lui cura noi.

Un angolo del mio giardino

Il rapporto che si instaura tra la terra e chi se ne prende cura è davvero di reciproco aiuto. E’ provato scientificamente che stare all’aria aperta, in mezzo alla natura, riduce lo stress: il nostro fisico è inondato da oli essenziali e ossigeno che lo aiutano a trovare benessere: il battito cardiaco rallenta, la pressione si regolarizza, il sistema immunitario si rafforza. Visto da un punto di vista olistico, lo stesso colore verde, di per sé, ha un potere rilassante e curativo. A ciò, per esperienza personale, aggiungo che il lento ripetersi di certi rituali di giardinaggio contribuisce al beneficio perché con quei quei gesti svuotiamo la testa dalle preoccupazioni e ci rilassiamo automaticamente. Togliere le erbacce aiuta le piante ad avere radici più forti e a nutrirsi meglio, ma al contempo aiuta noi a rilassarci, dunque. Se a questa ritualità, poi, aggiungiamo consapevolezza, il beneficio sarà ancora maggiore. E non serve un grande giardino per questa pratica informale di Mindfulness, basta un terrazzo o anche un singolo vaso in casa.
Nel momento in cui ci dedichiamo alla cura del nostro verde, proviamo a farlo in modo consapevole: ascoltiamo il nostro respiro, senza alterarlo, accettiamolo e percepiamolo così come è, senza giudizio. Osserviamo, poi la nostra pianta o il nostro angolo di giardino da curare, cerchiamo di fare ogni gesto non con il pilota automatico inserito, andando per inerzia, ma con piena consapevolezza. Osserviamo i colori in tutte le loro sfumature, la forma delle foglie, inaliamo il profumo se ce n’è, seguiamo il gioco della luce che scivola o si ferma sulla pianta che stiamo curando. Questa rilassata e consapevole gestualità ci ancora al nostro qui ed ora, allontanando dalla nostra mente la frenesia e le preoccupazioni.

Una delle palette di colori che ho scelto

L’importanza del respiro e di uno spazio verde

Recentemente ho concluso un percorso di formazione per istruttore Mindfulness e devo dire che ho trovato molto utile riflettere su pratiche informali come questa che possiamo applicare in ogni momento della giornata e in ogni situazione: mentre lavoriamo in giardino, mentre cuciniamo o puliamo la casa, nel percorso verso il lavoro. Il respiro è sempre la chiave per ancorarci al nostro io, qui ed ora: respiriamo perché siamo vivi adesso e del nostro respiro dobbiamo diventare consapevoli per vivere meglio.

Il mio boschetto di noccioli

Altro beneficio che si ricava nel prendersi cura di uno spazio verde è dato da una ricaduta positiva sull’autostima. Mi spiego meglio: il giardinaggio è una pratica creativa, infatti anche se lavoriamo in un giardino già allestito, possiamo dar sfogo alla nostra fantasia aggiungendo elementi, accostando tonalità diverse, sostituendo piante che in quel posto non prosperano. E così, procedendo piano piano, il nostro lavoro prende forma davanti a noi, dandoci la sensazione di avere raggiunto un obiettivo e di avere creato qualcosa di bello. E’ davvero appagante, credetemi. Tuttavia, per trovare soddisfazione in questa pratica, bisogna sapere che anche i grandi giardinieri commettono errori, figurarci noi che siamo principianti. Imparare ad accogliere il possibile fallimento è un’altra cosa che il giardino ci insegna. Sbagliare è umano, si sa, l’importante è non identificarci con il nostro errore, ma accettarlo, comprenderlo e ricominciare da capo con un nuovo tentativo. Questo è davvero un grande percorso di crescita personale, non credete? Il giardino è metafora di vita, lo dico sempre, basta frequentarlo con il cuore aperto e pronto a cogliere i suoi insegnamenti.

Rose, la mia passione

Come di consueto, concludo il mio intervento mensile con una ricetta per l’ora del tè. Ho scelto un dolce fresco e di veloce esecuzione, adatto all’estate. Mi sposto, per una volta dal Regno Unito alla Francia e vi propongo un Clafoutis alle prugne.

Clafoutis alle prugne

Chafoutis alle prugne

Ingredienti:
500 g di prugne
200 g di zucchero
zucchero di canna qb
cannella qb
3 uova
20 ml di Marsala
90 g di farina 00
200 ml di latte

L’impasto del Clafoutis è simile a quello delle crèpes e quindi rimane piuttosto cremoso, come una pastella. Mescolare in una ciotola le uova con lo zucchero, senza montarle. Unire continuando a mescolare, la farina setacciata e il latte. Infine, aggiungere il liquore Marsala.

Lavare e tagliare a spicchi le prugne. Dopo avere imburrato e infarinato per bene una teglia (20 cm), mettere gli spicchi di prugna sul fondo, creando dei cerchi concentrici. Versare la pastella sulle prugne, aggiungere una spolverata di cannella e di zucchero di canna.

Infornare a 180° (forno caldo) per circa 45 minuti. Servire freddo. Il giorno dopo sarà ancora più buono.

Provate a realizzare questa ricetta come una pratica informale di Mindfulness: siate presenti ad ogni gesto, vivete la preparazione con consapevolezza e il dolce vi darà ancora più soddisfazione.

Il tè da abbinare? Un buon tè nero del Sikkim come un Temi FF dal gusto fresco e persistenti.

Sabrina

IG e FB: Garlands of Hearts
Blog: Garlands of Hearts
IG: L’ora del tè in Liguria
Blog: Roseto di Murta

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