Il tè, la meditazione, il taoismo e la Via della Realtà completa

Viaggio intorno al tè vi porta a conoscere la Meditazione, il taoismo e la Via della Realtà completa

E’ da una settimana che penso a che cosa scrivere per Pasqua e alla fine solo ieri sera ho deciso cosa ed eccomi qua, a Pasquetta a scrivere di una cosa non semplice.

Ultimamente mi ritrovo spesso a pensare agli insegnamenti ricevuti da Pino Ferroni. Pino è stato il fondatore della Scuola di Naturopatia Umanistica di Parma. Ligure di nascita, lasciò la sua carriera avviata per andare a studiare a Palo Alto in California. Prima di partire aveva già cominciato a studiare il Taoismo e per tutta la vita studiò i classici antichi cinesi, l’Energetica Cinese, i trigrammi e gli esagrammi. Conosceva bene la differenza delle tre diverse religioni e filosofie cinesi: confucianesimo, taoismo e buddismo. Aveva saputo unire gli studi di Psicologia fatti negli Stati Uniti con le neuroscienze e la Medicina Cinese che è composta da agopuntura, fitoterapia, tuina (è un massaggio), Qi Gong e alimentazione. Aveva imparato il Qi Gong da un Maestro cinese. Lui, classe 1939 è venuto a mancare alcuni anni fa e scrissi un articolo per salutarlo. La scuola è stata chiusa l’anno scorso causa Covid, visto che si facevano trattamenti corporei e lezioni che andavano fatti in presenza perché si studiavano anche le dinamiche di gruppo oltre che l’analisi transazionale e la finestra di Johari, alimentazione, la cellula e la sua memoria cellulare, i dermatomi e l’importanza del bonding.

L’uomo tra Cielo e Terra

Per 6 anni ho sentito parlare, pur facendo fatica a seguire il discorso di Pino, di trigrammi, esagrammi, energetica cinese e taoismo. Un mondo a me lontano ma che voleva farci capire come tutto è connesso e che l’uomo si trova in mezzo tra Cielo e Terra. Chi conosce il e utilizza la Gaiwan sa benissimo il significato dell’ideogramma della parola Cha e anche il significato della “tazza con coperchio” cinese. Se vi state avvicinando adesso al mondo del tè vi invito a leggere i link che seguono. Non si può bere il tè senza conoscere il significato della parola tè e della Gaiwan e come non sapere chi era Dante Alighieri, padre della lingua italiana, oppure non sapere la tradizione napoletana del caffè e la storia della pizza napoletana e della pizza margherita.

Colgo l’occasione di dire che anche il Gong Fu Cha, viene chiamato cerimonia cinese proprio per il senso della parola Cha, della Gaiwan e dell’atteggiamento dell’Essere nel Qui ed Ora.

Meditazione pratica e in movimento

Fatta questa lunga premessa eccomi qua a riportare alcune frasi tratte dall’inizio del suo libro “Meditazione pratica“. Parole che ho sentito ripetere tante volte ma che avevano un senso perché, come dicevano anche i latinirepetita iuvant“, ovvero le cose ripetute aiutano. Frasi che spero ci aiutano a riflettere sulle cose e su come le viviamo.

Il libro è una serie di storie di meditazione taoiste, buddiste, zen e Sufi. All’inizio spiega alcune cose di cui desidero riportare, sintetizzando, con la speranza di riuscire a non snaturare l’importanza del significato.
Non ho chiesto il permesso a Patrizia, sua compagna di vita, ma sono certa che apprezzerà il mio intento che vuole essere una forma di gratitudine per quello che Pino, Maestro di vita, ha voluto trasmetterci: “diventare attori della propria vita e non semplici spettatori” ovvero prendere la propria vita e farne un tesoro.

Grazie Pino perché in questo anno di Covid, mi tornano in mente i tuoi insegnamenti e aver ritrovato on line Sabrina, una delle operatrici a cui hai insegnato una forma di Qi GongDanza celeste dei Draghi e dei Deva“, composta anche dagli “otto fili del broccato“, una meditazione in movimento fatta apposta per la mente occidentale, mi hanno permesso di rialzarmi subito ogni volta che vivevo una qualsiasi batosta. Sto imparando a lasciar fluire ad essere flessibile come una canna di bambù per non spezzarmi: resilienza. Non ultimo, per una che era rigida, dato dalle vicissitudini della vita e, quindi, anche non creativa, ho visto che negli anni questa cosa sta venendo fuori e, quindi, grazie.

Cambiare i propri assunti significa cambiare stato di coscienza

Pino nella premessa spiega che le frasi di meditazioni vanno lette, senza cercare di interpretarle o di comprenderle con la mente razionale: “lasciate che essa penetri dentro di voi e che lavori da sola” e aggiunge “l’unico compito è quello di prestare la massima attenzione alle parole“. A volte ci sono storie il cui significato sembra ovvio ed è per questo che non bisogna utilizzare la mente razionale perché il vero significato della storia non è quello e comunque non è solo quello. Non ultimo riporta la frase di Lao-zi che è, “causalmente” il significato è come quella latina:

io passo e ripasso dove già altri
sono stati una volta e sono andati oltre.
Lao-zi

I Cielo Anteriore di Fu Xi, i trigrammi

Tutto quello che segue e preso dal libro di Pino Ferroni.

Fu Xi, il mitico re dell’Alta Antichità di cui vi ho parlato in questo articolo Il capodanno cinese e l’origine dell’uomo, comprese i dettami del Cielo e della Terra codificandoli secondo due linee:

  • una continua ______ il Cielo, lo Yang
  • una spezzata _ _ _ _ la Terra, lo Yin
8 Trigrammi

Triplicò le linee secondo la Rosa dei Venti (cardinali e sotto cardinali) e compose gli otto trigrammi conosciuti con il nome di Cielo di Fu Xi o Cielo Anteriore. Questi trigrammi indicano il sorgere il finire delle stagioni, la lunghezza dei giorni di luce o di buio e rappresentano uno strumento importante del nomade che vive di allevamento e di transumanza. I trigrammi, inoltre, rappresentano i movimenti della Natura. Quando i trigrammi furono raddoppiati in esagrammi costituirono l’Yijing. L’Yijing costituisce uno dei sette testi classici del Tao e con i suoi 64 esagrammi rappresentano tutte le possibili situazioni che l’uomo può incontrare lungo l’arco della vita e i possibili comportamenti idonei. Vi metto qui un articolo interessante de La Stampa.

La Lepre Lunare

Yang Ming statico, lunare

La Lepre nella luna rappresenta lo Yang racchiuso tra due linee Yin e forma il trigramma dell’equilibrio chiamato Yang Ming meditativo. Lo Yang della Lepre è lo Yang del proposito. Le due linee Yin rappresentano la luna e la luce riflessa che emana non proviene da una sua propria luminosità, ma dalla sua capacità naturale di riflettere. Il trigramma Yang Ming Lunare, quello statico, rappresenta l’equinozio d’autunno e quindi il momento del meritato riposo, della stasi dalle attività, del rallentamento dei pensieri tramite la meditazione.

Yang Ming dinamico, solare

Nel cielo di Fu Xi c’è anche un altro Yang Ming ed è lo Yang dinamico dell’equinozio di primavera. Lo Yang Ming di primavera è rappresentato dal Corvo nel Sole e rappresenta la massima espressione del Drago. Il Sole rappresenta la massima espressione del Fuoco. Il Corvo nel Sole rappresenta lo Yin che controlla lo Yang attraverso l’azione conforme dettata dalla realtà della situazione, non le istanze volitive e possessive della mente. E’ lo Yin forte e determinato della Tigre, Yin opposto e in opposizione allo Yang del Drago.

La Lepre è veloce per sus natura, perciò rappresenta l’azione ed è anche, nello zodiaco cinese, è l’animale della creatività. La creatività nasce dalla capacità di associare e di riflettere e non dall’agire cieco e aggressivo.

Lepre lunare

Il corvo nero è di sua natura nero e rappresenta l’elemento di realtà che veicola la splendente energia dello Yang verso il realizzare ciò che è insito nel panorama della Natura e non nella mente dell’Uomo.

Pino scrive che ci ha parlato di questi due animali per farci capire che il primo significato che può apparire leggendo una storia di meditazione non è sempre quello. Aggiunge inoltre, che è stato detto

“chi conosce cento cose sulla verità, crede di sapere tutto. Chi ne conosce mille, sa di non sapere nulla”.

Sapere e essere consapevoli che non si è depositari della verità assoluta è il punto di svolta per il cambiamento. Il detto taoista “dimentica il sapere, diventa ignorante” ha proprio questo significato. Per dimenticare il sapere bisogna prima averlo acquisito (le mille cose), diventare ignorante significa abbracciare la dimensione dell’umiltà, l’unica che ti potrà permettere di continuare a progredire, di continuare ad apprendere. Perché senza umiltà, non si associa e, senza la capacità di associare, non ci può essere crescita.

Il decidere di cambiare

esagramma 24

Nell’Yijing (I king, o I Ching) il punto di svolta è rappresentato dall’esagramma 24, il Ritorno. Lao Tzu lo sintetizza nel “passare e ripassare dove si è già stati“. La differenza tra il saggio e l’uomo comune è proprio nel non pensare “Qui ci sono già stato, questo l’ho già fatto“.

Pino aggiunge che nella vita bisogna essere un “Timoniere nel mare della vita e non un fuscello in balia delle onde e del vento“. Se si diventa il timoniere della propria vita allora tutto comincia ad accadere e non a succedere. La vita diventa una continua serie di istanti in divenire lungo un sentiero non più sconosciuto e nemmeno precostituito, ma costruito e vissuto giorno dopo giorno. Vissuta con la gioia e con la serena accettazione di ciò che la giornata ci manda, perché si può modificare solo ciò che si è accettato.

Bisogna cercare di creare un’ecologia della mente per un futuro di pace e serenità personale e anche mondiale. Le persone che sono serene trasmettono lo Shen, la luce dell’anima, la luce che splende negli occhi della persona positiva. Quanti occhi con questa luce vediamo oggigiorno?

Bisogna imparare a lasciare andare, a lasciar scorrere, a non volere. Bisogna imparare a smettere di lamentarci per questo e per quello perché la continua critica su tutto e su tutti perché qualcosa non ha collimato esattamente con ciò che volevamo o qualcuno ha deluso qualche nostra aspettativa.

un giorno il lamentoso chiese all’amico: “Oggi che tempo che fa?”
e l’amico “Fa il tempo che piace a me!”.
“Ma come, mi vuoi dire che tu sei in grado di determinare l’andamento del tempo?”.
“No! E’ che a me piace sempre il tempo che fa”.

L’aver deciso veramente di cambiare richiede il fare ovvero nell’entrare nell’esperienza diretta mentre il voler cambiare ci si accontenta e richiede solo parole.

E’ il fare, lo sperimentare, il cercare di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti che ci dona la consapevolezza di dove siamo in questo momento della vita e degli ostacoli ancora da affrontare e da superare.
Molto spesso però per soffocare l’ansia che quotidianamente ci assilla, per esorcizzare il senso di solitudine che ci scava dentro come trochi vuoti, abbiamo strutturato la nostra giornata, intesa sia di giorno che di notte, in modo che non ci lasci nemmeno un minuto di tempo per incontrarci.

Bisogna cercare di armonizzare, fuori e dentro di sé, corpo, mente e spirito di tutti noi. Per fare ciò bisogna smettere di lamentarci, cominciare ad accettare le cose come vengono perché ognuno di noi può cambiare ciò che ha profondamente accettato.

Bisogna lavorare sul pensiero positivo e sulla auto ironia: con la massima serenità faccio qualcos’altro, diverso da quello che avevo programmato di fare.
Azione conforme!
Ma per fare qualcos’altro bisogna aver raggiunto un’apertura mentale capace di accogliere il mondo degli altri e gli accadimenti accidentali, e oltre a questo, aver coltivato una cosa essenziale: la molteplicità degli interessi.

Bisogna imparare ad essere e non a “fare”, ovvero recitare di essere.

Introduzione storica del taoismo

Il taoismo si sviluppa durante l’epoca Zhou (1125-220 a.C.). La figura principale è quella di Lao Tzu autore del libro “Tao Te ching”.

Il taoismo si divide in quattro fasi ed è nella terza fase, quella del taoismo moderno, che inizia la dinastia Song (960 d.C. – 1269 d.C), quella che noi amanti del conosciamo in quanto è durante questo periodo che nasce il tè in polvere e sbattuto con il frullino di bambù e le gare a chi formava la migliore schiuma di giada. In questa fase nasce la “Via della Realtà Completa” ovvero la pratica dell’alchimia interna, tramite la quale le energie del corpo sono coltivate con la respirazione, l’alimentazione, il massaggio e vari tipo di meditazione che permettono di unificare mente-corpo-spirito: lo Shen.

Periodo Song pittura dell’imperatore Hui Zong

La Via della Realtà Completa si caratterizza anche per la sua volontà di armonizzare e fondere i tre insegnamenti: confucianesimo, taoismo e buddismo. La Via della Realtà Completa si rafforza durante la dinastia Ming (1368-1644) e durante l’ultima dinastia Qing (Manciuria) vengono operati tentativi di frammischiarla a pratiche religiose e magiche.

Durante la quarta fase, quella del taoismo contemporaneo, si ha una catastrofe per le scuole taoiste che sono state duramente perseguitate durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976) e praticamente distrutte. Per fortuna, grazie alla tecnica della trasmissione orale e ai ritrovamenti di testi classici nelle tombe antiche l’intera struttura delle tecniche taoiste di medicina e di meditazione sono giunte sino a noi e si possono sintetizzare in due grandi gruppi di pratiche la cui la più famosa per noi occidentali sono gli “Otto fili del broccato“, ovvero una pratica del Qi Gong.

Spero di essere riuscita ad incuriosirvi e visto che la Pasqua viene considerata la rinascita non mi resta che augurarci di decidere di cambiare e non, semplicemente, di voler cambiare e, quindi, di passare all’azione.

Dedico quest’articolo a chi ha iniziato a cercare la propria Via attraverso varie forme come Letizia e le Cerimonie del tè, Sabrina attraverso le rose e l’insegnamento, Antonella attraverso lo Shiatsu, Sabrina attraverso il Qi Gong e il tocco Shen.
Un ringraziamento al dottor Mori che mi fece conoscere il centro di Pino e, quindi, Maria Grazia, Patrizia, Franco, Roberta, Gabriella, e da lì iniziò la mia Via alla scoperta di me.

Barbara
5 aprile 2021

4 pensieri su “Il tè, la meditazione, il taoismo e la Via della Realtà completa

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