Recensione libro: L’ora del tè in Liguria

Viaggio intorno al tè recensisce il suo secondo libro: L’ora del tè in Liguria

Eccomi qui a recensire un libro di cui una persona mi aveva segnalato l’uscita. Lì per lì non capivo il fatto che venisse usato il termine “rose tè” e mi ero detta che si trattava di una trovata per vendere. Poi, un mese e mezzo fa, vengo “taggata” in un post su Instagram da “L’Ora del tè in Liguria” ed ero piacevolmente sorpresa, visto che non li conoscevo. Guardo

meglio il post e vedo che mi avevano taggato per portarmi a conoscenza dell’uscita del loro secondo libro in formato PDF e che regalano. Al che li ho ringraziati con messaggio privato e abbiamo iniziato a “parlare” per conoscerci meglio. Ad un certo punto mi è venuto spontaneo chiedere a Sabrina di scrivere di questa loro bellissima iniziativa, ovvero del recupero, grazie ai loro “tè in giardino”, di un antico cimitero abbandonato.

Il valore simbolico del libro

In pratica Sabrina, come ha scritto nel suo articolo, A Genova il patrimonio si salva con il tè e le rose – Viaggio Intorno Al Tè, fa parte di un comitato culturale dal nome particolare: Quellicheatrastacistannobene (Quelli che a Trastra ci stanno bene), al quale fa capo il gruppo ‘L’ora del té in Liguria’ (link di Facebook) che organizza eventi a base di tè, appunto, con lo scopo particolare di raccogliere fondi per promuovere il patrimonio locale. Il loro primo evento è stato quello di organizzare un tè nel giardino del ricreatorio della Parrocchia di San Martino di Murta (GE) con lo scopo di raccogliere fondi per la ricostruzione del ponte, distrutto dall’alluvione del 2014, e che portava al bosco. Quel ponte verrà finalmente ricostruito dal Comune di Genova a breve.

I proventi di questo libro verranno utilizzati per salvare un altro tesoro della sua terra: la crêuza, ovvero il viottolo, che adesso porta il nome di Via Asilo infantile di Murta e che diventerà La via delle Rose, cioè un percorso botanico che condurrà al piccolo cimitero monumentale ottocentesco, che era abbandonato e che è stato recuperato ed è diventato un piccolo roseto a Murta (sito), sulle alture della Val Polcevera (Genova), realizzato proprio grazie agli eventi a base di tè.

Quanto scritto fino ad ora è tratto dal libro, sono consapevole di avervi tolto parte della curiosità, l’ho è stato fatto per trasmettervi il valore simbolico che rappresenta questo libro di ricette. Ricette non solo tipiche Liguri ma sono anche riportate le ricette tipiche dell’Afternoon inglese.

Il mondo del tè

Di solito quando compro un libro o, in questo caso regalato, la prima cosa che guardo è la spiegazione che viene data sui colori dei tè e di solito si evince che le tipologie dei tè non sono ben chiare e tendono a fare confusione tra un tè fermentato e ossidato, tra il colore rosso, nero e scuro (dark) ovvero i Pu’Er. Qui, invece, si evince che sono stati letti i libri da lei citati nel capitolo e che ha chiesto aiuto ad una persona del settore che le ha dato suggerimenti e consigli. E’ un segno di intelligenza e di umiltà. Umiltà che si evince anche in una sua frase che mi ha particolarmente colpito nel capitolo in cui parla dell’Arte del tè in tavola.

Nel primo capitolo si ripercorre velocemente la storia del tè soffermandosi a parlare delle piantagioni di tè in Italia e, stupore, nel leggere che la fonte era stato proprio il mio articolo che scrissi anni fa. Spiega le tipologie, ricordando i tè più “comuni”, ovvero famosi, descrivendone le caratteristiche e consigliando gli abbinamenti. Tratta anche la parte dei benefici del tè e finalmente si leggono delle informazioni correte sul discorso della teina. Ci fa fare anche un viaggio nella cultura del tè a Genova. Nomina Robert Fortune, personaggio fino ad alcuni anni fa sconosciuto e delle “rose tè“. Anche lei non parla della cultura del tè Valdese ma, come ho scritto nella mia altra recensione, è una storia conosciuta a poche persone, anche se esistono documentazioni, come da me riportate nel mio articolo.

L’arte del tè in tavola

In questo capitolo ci spiega come apparecchiare la tavola, recuperando dei vecchi servizi di tè e tovaglie ricamate.

sono oggetti preziosi, certamente, ma usarli significa far rivivere la memoria di chi li ha custoditi prima di noi. Ne raccontano il gusto, le scelte e racchiudono il sé i ricordi dei loro momenti di festa, ai quali aggiungeremo i nostri!

Oltre a “la mise en place” spiega come si prepara una buona tazza di tè e spiega quindi l’oggettistica, la porcellana, l’acqua, la temperatura e il tempo d’infusione in maniera egregia.

Le ricette

Ecco che arriviamo al cuore del libro, le ricette, dove ad ognuna troviamo la sua curiosità.
C’è un paragrafo sul Brunch Ligure e ci spiega come fare la farinata, la focaccia genovese, la torta di riso, la focaccia alle olive taggiasche, la torta pasqualina, vari dolci tra cui la Torta Scioccherina e la focaccia dolce della Zia Teresa, un dolce tipo che si sta perdendo.

Poi inizia con le ricette per organizzare un Tea Garden Party all’inglese e qui troviamo i classici tramezzini al tacchino, al cetriolo, i sausage rolls, il cottage bread, gli scones, gli shortbread, i Bambury cakes, gli Hot Cross Buns, i Fat Rascals citati da Charles Dickens e tantissime altre ricette invitanti.

Non mi resta di concludere e consiglio di comprare il libro perché si evince che Sabrina si è ben documentata prima di scrivere il libro e poi perché la lettura è molto scorrevole.

Buon #ViaggioIntornoAlTè #Tèmozioniamoci #IlTèUnisce

Per averlo scrivere a info@rosetodimurta.it
Per seguire il roseto:
facebook.com/dolceoradelte
http://www.rosetodimurta.it

PS: c’è un’imprecisione sul tè oolong ma, in effetti, è una tipologia particolare perché può essere sia a bassa che a alta ossidazione. Usa il termine post fermentato ma ci sta visto che non è facile trovare libri che non usino ancora questo termine arcaico. Il fatto che abbia saputo distinguere tra un tè fermentato, ossidato, nero, scuro e rosso è già tanto, credetemi, visto quello che si legge in certi libri, anche se nuovi, o in certi articoli su internet.
Un’imprecisione quando parla dei Clipper ma per chi non viene dal mondo marinaresco non è facile. Non lo è stato neanche per me scrivere un articolo sull’argomento, e del resto, non si può sapere tutto. Anch’io sto imparando.

Barbara
12 dicembre 2020
#IlTèUnisce

7 pensieri su “Recensione libro: L’ora del tè in Liguria

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