Rose cinesi in viaggio verso l’Europa

Oggi inizia il Viaggio intorno al tè insieme a Sabrina la quale ci introdurrà nel bellissimo mondo delle rose e di una ricetta, in questo caso, di una torta di nocciole, tipico dolce autunnale.
Buon #ViaggioIntornoAlté e #Témozioniamoci.

Nel primo articolo vi ho annunciato un viaggio alla scoperta delle rose arrivate arrivate dall’Oriente insieme al tè. Ma, prima di partire, vi propongo la ricetta di un dolce autunnale da gustare all’ora del tè con una tazza di tè verde Gunpowder.
La ricetta è della mia cara amica Valeria Poggi, colonna portante del gruppo ‘L’ora del tè in Liguria’ di cui vi ho parlato. Insegna lettere nella mia scuola e, come me, ha una sfrenata passione per il mondo della campagna e per la Gran Bretagna:

Torta di nocciole di nonna Amelia di Valeria Poggi

Ingredienti
200 g di nocciole tostate e pelate
250 g di farina 00
3 uova
150 g  di burro morbido
200 g di zucchero
mezza bustina di lievito per dolci.

Procedimento
Frullare le nocciole nel mixer fino ad ottenere una farina. Aggiungere la farina 00, il burro morbido, lo zucchero e i rossi d’uovo. Impastare nel mixer e poi aggiungere il lievito per dolci, mescolando ancora. Montare a neve ben ferma i bianchi d’uovo e incorporarli al composto senza farli smontare.
Versare il composto in una tortiera imburrata o rivestita con carta forno dal
diametro di 22/24 cm. Infornare in forno caldo a 180 gradi per circa 40 minuti. Fare sempre la prova dello stecchino prima di sfornare.

torta nocciole

Appena sfornata la torta e preparato il tè, accomodatevi in poltrona, stiamo per salpare a bordo di un tea clipper verso il porto di Canton.

Si salpa per il porto di Canton

La città di Canton, in particolare il vivaio Fa Tee e l’orto botanico di Calcutta, tra la fine del 1700 e tutto il 1800, erano in pieno fermento: gli esploratori e cacciatori di piante che riuscivano a spingersi all’interno del meraviglioso paese dei Mandarini, facevano passare da lì semi e talee di piante fino ad allora sconosciute in Occidente.  Tra di esse, alcune varietà di rose dai colori mai visti prima in occidente in continua fioritura.

Se ve ne intendete almeno un po’ di rose, saprete che le varietà più antiche, da sempre coltivate in occidente, ad esempio le splendide galliche, le damascene e le centifoglie, fioriscono per lo più solo a maggio. L’arrivo in Europa di queste rose orientali, in grado di fiorire continuamente, quindi, fece impazzire i vivaisti e i collezionisti.

La prima varietà di rose

La prima varietà a fare il suo ingresso in Inghilterra nel 1792, fu la Rosa chinensis ‘Semperflorens’, poi ribattezzata Slater’s Crimson China dal nome di Gilbert Slater, Direttore della Compagnia delle Indie britannica, che la inviò in Europa a bordo di un vascello che trasporta, con ogni probabilità, anche casse di tè, merce che stava diventando sempre più richiesta in occidente. A sorprendere Slater nell’incontro con questa pianta, non fu solo la continua fioritura, ma anche il colore: rosso cremisi, tinta mai vista nelle rose Europee. Dopo qualche anno dal suo arrivo in Europa, la rosa di Slater si era già diffusa in Francia, Austria e Italia, dove pare fosse già presente da secoli, in realtà, forse portata da qualche mercante o monaco di ritorno dalla Via della Seta.

La rosa Slater’s Crimson China

La Slater’s crimson China è una delle così dette ‘capostipiti’, cioè una delle prime quattro rose cinesi introdotte in Europa e che, successivamente incrociate con alcune varietà già presenti in occidente prima del loro arrivo, diedero origine alle classi di rose che abbiamo raggruppato nel  Roseto di Murta che vuole essere un percorso attraverso la storia affascinante di questo fiore tanto amato.

Le ‘capostipiti’ non sono rose botaniche, cioè non crescono spontaneamente nelle foreste della Cina, ma sono state prodotte dal genio dei botanici e giardinieri cinesi che già dal secolo XI AC erano in grado di operare innesti e incroci, ottenendo ibridi con caratteristiche migliori delle piante madri. Ad esempio, questa bella rosa che vi sto raccontando è figlia, molto probabilmente, della Rosa chinensis var. spontanea individuata nella provincia di Hubei (Hupeh) nel 1885 ma, a differenza della madre che ha fioritura unica, ci sorprende per la sua continua produzione di fiori e per le sue dimensioni ridotte. E’ evidente che gli ottenitori volevano creare una pianta facilmente coltivabile anche in piccoli giardini.

Fonti

  • The Graham Stuart Thomas Rose Book, Sagapress/Timberpress
  • Il romanzo della rosa, Anna Peyron, add Editore

Per altre ricette del tea time

L’ora del tè in Liguria, Sagep Editori
L’ora del tè in autunno (ebook gratuito da richiedere a L’ora del tè in Liguria)

Sabrina
14 novembre 2020

#LOraDelTèeDelleRose #LOraDelTèInLiguria

2 risposte a "Rose cinesi in viaggio verso l’Europa"

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