Rotta delle spezie

Ho pensato di parlarvi della rotta delle spezie in quanto è importante per capire un po’ di più la storia del commercio e del .

Le spezie furono il motivo principale per cui i portoghesi aprirono la rotta per l’India via mare e furono anche uno dei motivi che spinsero Cristoforo Colombo a cercare una rotta rapida e sicura per le Indie.

La rotta via mare delle spezie

La “Rotta delle spezie“, iniziata con Enrico il Navigatore e portata a termine da Vasco de Gama nel 1498, finiva l’intermediazione di commercianti arabi, persiani, turchi e veneziani che gravava sul prezzo delle spezie orientali insieme agli elevati dazi richiesti dall’Impero Ottomano.

La rotta arrivava fino alle Molucche, Indonesia, che in passato erano note come “isole delle spezie“, deriva dall’intenso commercio di prodotti ed essenze coloniali sviluppato nei secoli da parte dei commercianti arabi, indiani, cinesi ed europei; solo in questi luoghi infatti era possibile trovare prodotti come i chiodi di garofano, la noce moscata o il macis, prodotti e commerci che contribuirono ad attirare l’interesse di tutte le potenze coloniali europee che tentarono diverse volte di colonizzare l’Indonesia. Questo genere di spezie, infatti, veniva messo dagli europei sullo stesso piano dell’oro e venivano utilizzate nei modi più disparati: conservare ed aromatizzare le carni, preparare lozioni per alleviare i dolori causati dalla gotta e dai reumatismi e per preparare diversi tipi di profumi.

L’apertura della rotta finì per ridurre drasticamente l’importanza delle antichissime rotte terrestri come la Via della Seta e la Via dell’Incenso e, quindi, la rottura del monopolio commerciale di veneziani, turchi e arabi nel commercio delle spezie ne rendeva più abbordabili i prezzi e ne fece salire sia la domanda che l’offerta.

Ferdinando Magellano

ferdinando-magellano-il-giro-del-mondo-in-2-anni-11-mesi-e-17-giorniIl 20 settembre 1519 Ferdinando Magellano, portoghese, finanziato dal re di Spagna Carlo V, salpò con cinque navi e 237 uomini con lo scopo di cercare una nuova via marittima per raggiungere l’Asia, le “Isole delle Spezie”, nell’arcipelago Indonesiano delle Molucche, evitando l’aggiramento dell’Africa, i cui porti occidentali e meridionali erano tutti in mano al Portogallo.

Queste spezie verranno poi anche utilizzate, dagli indiani, per fare il famoso Tè Chai.

ferdinando-magellano-cartografia-viaggioFerdinando Magellano era convinto di poter in questo modo trovare una via per l’Asia più breve di quella intorno all’Africa. Questo avrebbe permesso di scoprire un passaggio a sud-ovest di collegamento dell’Atlantico con il Pacifico. Di tale passaggio, ritenuto geograficamente probabile ma del quale nessuno aveva notizia attendibile, favoleggiavano da tempo i cartografi.
Ferdinando Magellano attraversò lo stretto nell’attuale Cile che da lui prese il nome e si inoltrò in un grande oceano sconosciuto agli occidentali che, per l’assenza delle tempeste che caratterizzavano invece l’Atlantico, Magellano battezzò Pacifico.

Nel marzo del 1521 raggiunse le Isole Marianne e poi le Filippine, chiamate Isole di San Lazzaro, dove morì per mano degli indigeni.
Il viaggio si concluse il 6 settembre 1522, quando la Victoria, sola nave superstite, rientrò al porto di partenza dopo aver completato la prima circumnavigazione del globo in 2 anni, 11 mesi e 17 giorni. A bordo della piccola nave che stazzava solo 85 tonnellate, che imbarcava acqua ed aveva una velatura di fortuna, dei 234 partiti vi erano soltanto 18 uomini malmessi, ammalati e denutriti, tra marinai e soldati. Tra essi due italiani, Antonio Lombardo, detto il Pigafetta, colui che scriverà la storia della spedizione, e Martino de Judicibus.

Dal punto di vista materiale, date le lunghe distanze percorse (la Victoria aveva coperto 69.000 km in tre anni per tornare in Spagna), il viaggio di Magellano non poté rappresentare una valida alternativa alla cosiddetta Rotta delle Spezie controllata dai portoghesi. Spagna e Portogallo rivendicarono entrambi il possesso delle Molucche in base al Trattato di Tordesillas e solo nel 1529 la controversia poté essere risolta con il Trattato di Saragozza, con il quale la Spagna dovette rinunciare alle proprie pretese sulla zona. Tuttavia, ancora nel XVI secolo gli spagnoli erano in grado di conquistare Guam e le Filippine, che sarebbero rimasti loro colonie fino al 1898, anno in cui passarono sotto il dominio coloniale degli Stati Uniti d’America con il Trattato di Parigi.

Mappa del tè

Compagnia Olandese delle Indie Orientali

A partire dalla fine del XVI secolo, le compagnie commerciali olandesi guidate dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC) riuscirono a conquistare un gran numero di basi portoghesi nell’Asia orientale e a portare sotto il loro controllo la Rotta delle Spezie, che da allora in poi aveva come snodi principali Batavia (l’odierna Giacarta) in Indonesia e, dall’altra parte, Anversa e Amsterdam.

I portoghesi sono stati i primi ad importare il in Europa ma non seppero coglierne il valore come, invece, fecero, subito dopo gli olandesi, come ho scritto in: Il commercio del tè con l’Oriente.

Buon #ViaggioIntornoAlTè

Barbara
31 luglio 2019

 

3 risposte a "Rotta delle spezie"

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  1. Bellissimo articolo!
    Avevo letto tempo fa (non so quanto sia vero) che nei Paesi in cui il tè e giunto dalla Cina via mare, esso è chiamato con una parola che ricorda (e deriva da) “te”, mentre se è arrivato via terra ha preso da “cha”. Questo per via della pronuncia nella zona di partenza della rotta mercantile. Ci sono poi eccezioni interessanti come il portoghese. 🙂

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