Tanto rumore per nulla: tè e finti premi

Bisogna dire che il mondo del tè, come tante altre cose, ha ispirato la fantasia delle persone. Fino a qualche giorno fa sicuramente un personaggio famoso è stato il botanico Robert Fortune che arrivò a vestirsi da mandarino per fare lo spionaggio industriale, per ben 3 anni, in Cina rubando semi e piante del tè. Ora credo che la sua fama calerà e, sinceramente mi dispiace alquanto, visto che Mr Robert mi era simpatico per il suo spirito d’avventura, per la voglia di conoscere e perché si era inoltrato in una Cina ancora sconosciuta ai più. Bene chi gli sta rubando il trono? Questa volta è un irlandese trapiantato in Scozia, notare che Mr Robert era scozzese.

Scozia

Tam O'Braan at his plantation in Perthshire.
Tam O’Braan nella sua piantagione nel Perthshire

Notizia fresca fresca, proprio di due giorni fa, e che ho saputo oggi dal mio “Agente 007- senza licenza di uccidere” (film il cui attore, Sean Connery, è casualmente scozzese). Questa volta non abbiamo un botanico e nemmeno un “divulgatore” della cultura del tè ma bensì un agricoltore irlandese, il Signor Tam O’Braan, che ha voluto sfidare le montagne della Scozia, gli Highlands, ma dimenticandosi che lì esiste l’immortale Highlander e che prima o poi i nodi vengono al pettine. In Italia, purtroppo, non abbiamo questa figura.

Bene il Signor O’Braan, lo chiamo per cognome perché non sono così in confidenza come con il grande Mr Robert (naturalmente scherzo perché il Signor Fortune è morto nel lontano 1880), tre anni fa aveva dichiarato che produceva il miglior tè bianco del mondo e che aveva ricevuto il premio d’oro dal Salon del Thé di Parigi, nominandosi Mr Tea. Tutto il mondo aveva scritto articoli, anche il nostro Sole 24 ore. Non allego link perché la notizia è abbastanza triste e quello, recente, che segue in inglese è più che sufficiente: Storm in a teacup: Scottish grower accused of faking ‘world’s best tea’ award. Allora mi ero domandata, come scrive anche quest’articolo dello scorso 28 aprile, come un tè scozzese poteva superare per qualità i pregiati tè cinesi e quelli indiani del Darjeeling. Bene a 3 anni di distanza stanno indagando perché sembrerebbe che questo premio Mr O’Brian, perché è questo il nome con cui si è registrato il fondatore della Wee Tea Plantation nei registri della Companies House, si sia inventato tutto.
Il Signor O’Braan ha inoltre dichiarato di aver ricevuto un premio d’argento dal “Tea Exchange” di Londra. Peccato che Jane Pettigrew, che ha lavorato per oltre 30 anni nell’industria del tè e ha ricevuto la medaglia dall’Impero Britannico per il suo lavoro, ha detto che non esiste nel Regno Unito questa autorità.

Chiaramente ci sono i produttori di tè scozzesi che si sono resi disponibili nelle investigazioni perché la loro immagine non venga intaccata da questo scandalo.

In Italia: l’uomo dai mille volti, nomi e mansioni

Come dicevo il tè ha ispirato tantissime persone. Anche in Italia abbiano qualcuno che ha provato e sta ancora provando a far credere che esiste la Qualifica professionale riconosciuta a livello ministeriale di Tea Sommelier. Recentemente è arrivato pure a creare un’altra associazione perché ormai il vecchio nome è meglio non usarlo più.  Il soggetto in questione, chiamiamolo “l’uomo dai BigJimmille volti, nomi e mansioni” o, se preferite “BigJim cambia faccia cambia avventura” (allego la foto per i più giovani magari non si ricordano di questa pupazzo che era in vendita alla fine degli anni ’70) ha questa bellissima dote. Quindici anni di trasformismo e di riconoscimenti, premi farlocchi come quelli scozzesi e qualifiche ministeriali inesistenti.  Ma non molla da bravo Agente 004.

Non mi resta che concludere augurandovi un Buon 1° maggio e, in questo caso, aggiungo #TeaFantasy.

buon #ViaggioIntornoAlTè

Barbara
1 maggio 2019

 

 

9 risposte a "Tanto rumore per nulla: tè e finti premi"

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