Amici del tè giovedì 9 febbraio c.a. è uscita la mia intervista per il quotidiano la “Gazzetta di Parma“.

Sono stata intervistata dal giornalista Sandro Piovani per la rubrica “Gusto“.

Ecco qui la foto del giornale. Buona lettura.

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Perché questa passione per il tea?

Questa passione è nata negli anni. Inizialmente bevevo il classico tè in polvere in bustina. Poi ho conosciuto il vero tè nero in foglie.
Tre anni fa ho voluto seguire questa mia passione e ho deciso di frequentare dei corsi e così ho scoperto la cultura, la storia, i metodi di preparazione e gli altri tipi di tè: bianco, giallo, verde, oolong, rosso cinese, nero fermentato cinese.

Quali sono le regole principali per realizzare un buon tea?

Sono cinque i fattori importanti per la preparazione del tè: acqua, temperatura, la teiera che viene usata, la qualità del tè e il tempo d’infusione.
L’acqua è importante come lo è per il caffè ovvero non deve essere calcarea.
La temperatura è importantissima. Non tutti i tè si possono fare a 100° ad esempio i tè neri indiani non è detto che debbano essere fatti tutti a questa temperatura. Dipende dal tipo di tè. A seconda della tipologia (terracotta, vetro, ghisa, ceramica) il sapore del tè cambia.
La qualità del tè è importantissima. Il sapore del tè cambia a seconda di come è stato lavorato. Un tè in polvere, quello che troviamo nelle bustine classiche, ha un sapore standardizzato e molto forte che si presta ad essere “macchiato” con il latte e/o con il limone. Un tè in foglia, invece, ci regala aromi e gusti diversi come il maltato, legnoso, agrumato, balsamico, fruttato come le pesche o le castagne, floreale, mielato, di terra bagnata come di sottobosco, ecc.
Anche il tempo d’infusione è importantissimo. Ma alla fine non è difficile fare il tè basta solo stare attenti all’acqua e alla temperatura, dando per scontato che si sta usando un buon tè di qualità dove si vedono le foglie, anche se in bustina.

Ci consiglia un buon tea “quotidiano”?
Personalmente al mattino preferisco i gusti un po’ forti, quindi mi piace bere una buona miscela di tè nero ossidato proveniente dall’India o un buon tè nero aromatizzato al bergamotto. Per buon tè intendo un tè che non sia in polvere e che si vedano le foglie, anche se “broken”, ovvero spezzate, che conferisce un aroma più morbido e non duro come un tè nero in polvere.
Al pomeriggio mi piace coccolarmi con un tè Oolong a bassa o a alta ossidazione, come un “Tie Guan Yin Imperial” dal gusto delicatamente dolce e floreale o un “Shui Xian” che ricorda il sapore della frutta a guscio.
Alla sera mi piace bere un tè verde aromatizzato.

E un tea per le occasioni speciali?
Un tè nero indiano proveniente dal Darjeeling come un “Gopaldhara”, o un tè verde dal sapore delicato di castagna bollita come il “Long Jing” oppure un tè bianco “Bai Hao Yin Zen” dal sapore lievemente mielato e floreale.

Sale da tea: a che punto siamo a Parma?
Per come la intendiamo noi del settore non ce n’è e non c’è nemmeno la possibilità di bere una buona tazza di tè in un bar con le regole sopra esposte.
In una vera sala da tè il tè si prepara usando un bollitore elettrico e il tè sfuso.
Il bollitore ha il vantaggio di spegnersi da solo alla temperatura che gli impostiamo in base al tè da preparare (70-80-90°). Inoltre è sufficiente riempirlo dell’acqua necessaria presa dal rubinetto, se uno ha l’addolcitore, o usare acqua in bottiglia, come ho visto fare nelle sale da tè che ho frequentato in Lombardia.

Dove può lavorare un Tea Sommelier?
Sia all’interno di una Sala da tè ma anche come consulente presso bar e Ristoranti che desiderano migliorare l’offerta. Sono in grado di consigliare i tè da acquistare, la loro preparazione e la compilazione della carta dei tè. Un tè  sommelier può organizzare corsi e eventi.

buon #Viaggiointornoalte

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