Perchè fa così paura la parola corso? Perchè si pensa che a frequentare un corso sia noioso?
Forse è colpa della scuola e di alcuni insegnanti che erano noiosi a spiegare la storia o altre materie? Sicuramente è importante l’atteggiamento che mette l’insegnante.
Mi ricordo che l’inglese mi piaceva a seconda dell’insegnante che avevo….
Penso che se alcune materie, come la Storia, venissero spiegate come fa Piero Angela ci sarebbero sicuramente più fans 😉

Cari lettori, amici e simpatizzanti del tè, anche il tè ha bisogno di “corsi”. Ne approfitto per dire che non esistono in Italia corsi che rilasciano la Qualifica Professionale riconosciuta a livello Ministeriale in base alla Legge 4/2013 e non esistono Albi riconosciuti dal MISE. I corsi che troviamo in Italia sono tutti dei corsi validissimi e sono tra di loro complementari. Quello che non si impara da una parte si impara dall’altra. Quello che non si è capito, colto da un corso lo si capirà in un altro. L’importante è aver voglia di imparare, di scoprire cose nuove e mettersi sempre in gioco 🙂

Ora come vi dicevo, anche il tè ha bisogno di “corsi” o se preferite “percorsi”.
Perchè direte voi? In primis perchè girano su internet e anche in certi libri informazioni scorrette o addirittura sbagliate. Uno di questi è la famosa teina…. ma io mi domando che cosa ha fatto di male la teina che tutti hanno paura di lei? Perchè la caffeina, che è la stessa cosa, non riceve lo stesso trattamento? Anzi le persone bevono senza problemi anche 4 caffè al giorno e poi si fanno dei problemi a bere una tazza di tè che non ha gli stessi effetti, anzi il contrario…. Un mistero che non riesco ancora a capire.

Come possiamo avvicinarci a questo mondo bellissimo del tè? Osando, sperimentando nuovi tè. Il tè, strano ma vero, ha bisogno di essere conosciuto, come avviene con il vino.

Ci sono alcuni eventi che dicono “tè pregiati” e magari vi servono tè in bustina e pure in polvere… I tè pregiati non sono certo i tè aromatizzati… Chiaramente è una bella operazione di marketing. Impariamo a capire quando veniamo manipolati!

Intorno al tè esistono tanti argomenti tra cui anche la storia. Il tè è stato merce di scambio,  è stato anche dote di nozze.

tipi-di-teNon esiste solo il tè Bancha o il tè Sencha (non sto parlando degli ottimi Sencha giapponesi) ma esistono molti altri e ottimi tè verdi.
Non è vero che il tè verde contiene meno teina rispetto ad un tè nero. Dipende. Da che cosa dipende? Dipende da tante cose e queste si imparano o leggendo dei libri o frequentando questi “corsi”.
Si ha la possibilità di assaggiare i tè rossi cinesi, quelli definiti dagli inglesi neri. Sono dei tè ottimi che hanno un sapore completamente diverso rispetto ai neri indiani che conosciamo (non sto parlando dei Darjeeling). Hanno una corpo e sapore completamente diverso.

Tè- Morning tea.jpgIl vantaggio di frequentare questi corsi è che si ha la possibilità di assaggiare, di provare nuovi tè, che se no uno non comprerebbe mai.

Un altro vantaggio è che si impara a fare un tè in maniera corretta. Il tè in Italia viene maltrattato come facevano una volta gli stranieri quando cucinavano un piatto di spaghetti. Voglio sperare che questo non avvenga più 😉

Si impara che non tutti i tè vanno fatti a 100° gradi. Che non tutti i tè vanno tenuti 5 minuti in infusione come è indicato di solito nelle bustine…
Ma, soprattutto, si impara a scoprire che i tè non sono per forza amari…. ma hanno anche altri sapori (amaro, dolce, salato, acido e umami).

2014-05-21 22.16.30.jpgNon possiamo andare ad una degustazione se prima non abbiamo sentito parlare della teina, dell’ossidazione, dei metodi di preparazione e anche della storia. E’ come pretendere di guidare una macchina senza prima essere essere andati a scuola guida e aver seguito le lezioni e fatto le lezioni di guida.

Se uno viene ad una degustazione ma senza sapere la differenza che c’è tra un tè nero e un tè verde, oppure non hanno mai sentito parlare dei tè Oolong, si sentirebbe spaesato.
Ci sono persone che pensano che questi “Percorsi con degustazioni” siano noiosi o inutili e non si rendono conto di quanto, invece, siano importanti per apprezzare il vero tè, quello in foglie. Il tè non è quello in bustina ridotto in polvere!.

L’esempio della guida non vi è piaciuto? Allora immaginate di voler partecipare a Masters Chef e non sapete riconoscere i vari tipi di cavoli (cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo romano, ecc) oppure un pezzo di carne (filetto, scamone, ecc).

Ai corsi o se preferite “Percorsi con degustazionisi impara a riconoscere i vari tipi di tè. Si impara a prepararli, si impara a degustarli.

Conosco persone che mi hanno ringraziato perchè non riuscivano a bere il tè. Parlando con queste persone scoprivo che lo preparavano in maniera sbagliata e, quindi, gli causava problemi.
Provate a cucinare un piatto di spaghetti scotti e poi vediamo se il vostro stomaco è contento 🙂
Altre persone sono rimaste entusiaste a sentire parlare di storia e non conoscevano tutte queste cose.

A questo punto non posso che augurarvi buoni corsi/percorsi con degustazioni a tutti voi 🙂 e di vedervi a miei che sto mettendo in calendario per quest’anno 🙂

Buon #viaggiointornoalte.

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17 gennaio 2017

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